Diverticolite

DiverticoliteGrave infiammazione indotta in organi cavi prossimi a colon, vescica ed esofago, la diverticolite è generalmente causata da scarso o nullo apporto alimentare di fibra, eccesso in grassi animali, alcol e zuccheri semplici; può essere congenita, ma stimolata dalle suddette abitudini alimentari.

Durante il periodo di riacutizzazione del dolore si possono consumare pasta non integrale, patate, pane e riso bianco, yogurt di soia al naturale, olio extravergine doliva, olio di lino. Anche un periodo di digiuno potrà dimostrarsi molto salutare concedendo riposo allintestino: in autogestione se soltanto di 24 ore; con laiuto di uno specialista per eventuali terapie prolungate.

Al termine dellinfiammazione si dovrà ritornare a introdurre la fibra, indispensabile per invertire il decorso della malattia, procedendo in maniera graduale. Secondo la guida OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la quantità di fibra da assumere dovrà corrispondere a 20 grammi al giorno per ogni 1000 calorie; quindi, se la dieta giornaliera sarà composta da 2000 kcal, si includeranno 40 g di fibra, di esclusiva derivazione alimentare.

I cibi vietati sono soprattutto frutta e verdura con semini: kiwi, pomodori, cetrioli, fichi, cocomeri; si dovranno evitare anche tutti gli alimenti che provocano gas: cavoli, broccoletti, acqua frizzante, bibite gassate, caffè, tè, (tranne il deteinato), spezie, cibi piccanti (pepe, peperoncino, etc.), zuccheri, cioccolata e grassi aggiunti. Al posto dello zucchero si potrà utilizzare il succo di agave (soltanto durante la fase non acuta), rinvenibile nei negozi biologici. Mantenere al minimo lapporto di sale.

Dal periodo post-infiammatorio si cominceranno a consumare cibi con fibra, a partire dai cereali semintegrali (pasta e cereali in chicco), legumi decorticati e passati (nei negozi biologici se ne trovano diversi tipi già ridotti in crema), eventuali semi da macinare con un macina-caffè, mentre la frutta non dovrà mancare dalla propria dieta, ma sbucciata e centrifugata. Riguardo alla verdura verde, a scopo cautelare inserire in questa fase la sola lattuga. Fumo e alcolici saranno assolutamente da abolire, come latticini, caffè, carne e uova, completamente privi di fibre e indicati come probabili cause della patologia.

Da evitare anche gli antibiotici, che condurrebbero a devastazione della flora batterica intestinale, mentre assolutamente vietati sono gli antidolorifici, i quali renderebbero pericoloso il carico di ostruzione ai diverticoli, in assenza di quel campanello dallarme che è il dolore.

Sulla base di queste controindicazioni, come antinfiammatori si potranno utilizzare eventuali prodotti naturali (ad esempio, il cloruro di magnesio e lolio di borragine), sotto esclusivo controllo di uno specialista, da non associare a terapie con farmaci.

Importantissimo svolgere attività fisica regolare, soprattutto mirata alla zona addominale, la quale rinforza le pareti intestinali rendendole toniche, procurando al paziente maggior motilità colica e riduzione del ristagno delle feci. Altrettanto fondamentale sarà evitare, o quantomeno moderare, ogni particolare stress emotivo.

Il contenuto di queste pagine vuol semplicemente fornire una serie di consigli informativi da non intendere come prescrizione medica o terapia alimentare, per le quali si raccomanda di rivolgersi a professionisti qualificati.

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Gianfranco Longo Autore

Sono un blogger, mi occupo di educazione alimentare e motoria grazie a formazione e aggiornamento continui come Educatore Alimentare e Personal Trainer. Fra le altre fonti di apprendimento, attraverso l'istruzione libera offerta dalle università (MOOC), costantemente aggiungo conoscenze in ambito di patologia generale relative alla Psico-Neuro-Endocrinoimmunologia (PNEI), scienza dell’equilibrio dei meccanismi organici che riguardano principalmente il sistema endocrino e quello microbico.

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