Iperuricemia

GottaMeglio conosciuta con il nome di “gotta”, liperuricemia è uneccessiva ritenzione di acido urico prodotto dalla degradazione delle purine, con elevato accumulo a livello articolare, causata soprattutto dai composti azotati circolanti nellorganismo.

Tendenzialmente ereditaria, la malattia può scatenarsi a causa di sedentarietà o, al contrario, eccedente esercizio fisico, obesità, elevati trigliceridi e colesterolo, pressione alta, eccessivo consumo di proteine animali, alcol, consumi smodati in grassi, spropositate assunzioni di fruttosio.

Il principale problema del soggetto iperuricemico consiste, oltre a quanto già specificato riguardo all’elevata produzione endogena delle purine, anche in scarsa escrezione renale e urinaria di acido urico; non vanno sottovalutate in alcun modo la qualità e la quantità dell’apporto dietetico.

È consigliabile mantenere sotto controllo un eventuale eccesso di peso attraverso una moderata ma costante attività fisica, tenendo conto di non consumare cibi con maggior produzione purinica e con presenza elevata in grassi, soprattutto saturi; vanno quindi escluse principalmente le carni, fonti riconosciute di entrambi i fattori responsabili nel rapporto produzione-ritenzione dell’acido urico; infatti, un notevole apporto di tali grassi tratterrebbe l’acido urico nei tessuti, mentre maggiori consumi di carboidrati lo porterebbero a escrezione.

Questi elementi ci suggeriscono come possa risultare favorevole una dieta di esclusiva origine vegetale.

Raccomandata inoltre leliminazione di alcol e di fruttosio, mentre va controllata lalimentazione attraverso una moderata quota calorica, mantenendo inoltre un tenore proteico normale, fra 0,71 e 0,9 grammi di proteine per chilo di peso corporeo al giorno.

Se ci si cimenta in attività sportive, non fare uso di creatina o altri integratori che non sono parte della terapia fornita dal medico.

Questi i cibi principalmente controindicati:

  • pesce;

  • interiora e frattaglie;

  • volatili;

  • carni di animali da terra (bovino, pollame, agnello, etc.);

  • crostacei;

  • salumi;

  • formaggi;

  • uova;

  • latte e derivati;

  • fagioli;

  • lenticchie;

  • piselli;

  • asparagi;

  • cavolfiori;

  • funghi;

  • spinaci;

  • alcol;

  • miele;

  • fruttosio;

  • banane mature;

  • cachi;

  • fichi;

  • uva.

Principali cibi da preferire:

  • verdure ed ortaggi di stagione (ad esclusione di quelli in lista);

  • frutta non zuccherina;

  • pane, pasta e cereali in chicco (amaranto, avena, bulgur, cous-cous, farro, frumento, grano saraceno, kamut, mais, miglio, orzo, pop-corn, quinoa, riso, segale, tapioca);

  • legumi (con moderazione, escludendo quelli della precedente lista);

  • olio extravergine d’oliva;

  • olio di lino;

  • latte vegetale di cereali (riso, kamut, etc.);

  • yogurt vegetale di riso.

Importante assumere eventuali supplementi delle vitamine C, B3 e bere molta acqua, al fine di garantire una maggior capacità renale, che contrariamente sarebbe messa a repentaglio dallo sviluppo della patologia; consigliati inoltre più spuntini giornalieri in ridotte quantità: in parole povere, mangiare poco, ma più volte al giorno.

Il contenuto di queste pagine vuol semplicemente fornire una serie di consigli informativi da non intendere come prescrizione medica o terapia alimentare, per le quali si raccomanda di rivolgersi a professionisti qualificati.

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