Il segreto per rendere virale la tua notizia? Parla di bambini vegani malati e avrai successo!

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Proprio così. Le notizie sensazionalistiche non sono necessariamente le più importanti, ma sicuramente servono a far discutere.


Da diversi anni si sta diffondendo in Italia e nel mondo lo stile di vita “vegano”. I vegani sono quelle persone che per vari motivi scelgono di non nutrirsi di alimenti animali, i quali oltre a carne, pesce, salumi, e simili, comprendono anche i derivati di produzione animale, cioè latte, formaggi, uova, e tutti i cibi industriali e casalinghi che li contengono.


Non entrerò nel merito a dettagli e motivazioni, e non sono qui per stabilire i significati di questa scelta né per stilare un articolo in tal senso, ma solo per parlare di un fatto che poteva sfociare in tragedia. A meno che tu non viva in cima all’Everest avrai sicuramente sentito parlare pochi giorni fa di quel bambino di 11 mesi ricoverato all’ospedale Meyer di Firenze.


Ma forse tu non sei di Firenze, e quindi perché avrebbe dovuto arrivarti all’occhio una notizia simile ad altre centinaia? Questo bambino è forse affetto da una nuova e rara malattia? Oppure arriva da un altro pianeta?


No, semplicemente, i genitori del bambino sono vegani. Ecco svelato l’inghippo. Dopo un primo svezzamento con cibi animali, il bambino è stato soltanto allattato al seno materno.


Ma i vegani non erano quelli che dicevano che la loro è una dieta salutare? Sì, per gli adulti, ma qui si tratta di un bambino di 11 mesi.


Sarà, ma secondo le statistiche Eurispes 2014, si stima che i vegani in Italia sono circa 600 mila, e che il numero gode di un incremento del 15% circa all’anno. Vogliamo credere che fra questi 600 mila vegani, l’unica famiglia con figli è quella con il bambino ricoverato al Meyer? Non sono a conoscenza di una statistica sul numero di bambini vegani in Italia, ma personalmente conosco qualche decina di persone con più di un bambino vegano al seguito. Al di là delle mie personali conoscenze, posso benissimo ipotizzare che su 600 mila persone il 2% sia composto da bambini, che in questo caso sarebbero 12.000. Se soltanto uno di questi si ammalasse come il bimbo di Firenze, o peggio, lo verresti a sapere?

Sì, ne sono convinto al 101%.

E se fra i probabili 12.000 bambini vegani esistenti si parla soltanto di questo bambino, vogliamo veramente pensare che la dieta vegana per i figli di qualsiasi età sia “pericolosa”? Ma ci dobbiamo per forza far prendere per i fondelli proprio ogni volta e su ogni cosa?


Il rete si vedono invece persone fare salti di gioia perché finalmente i loro “nemici” vegani sono stato screditati. Se non ti è ancora capitato, prova a fare un giro sui social e vedrai che cosa troverai. Molti fingono una “formale” pena, ma non è questo il motivo che li spinge a commentare ogni post. Sembra di leggere tifosi di calcio mentre sfottono gli avversari per la vittoria della Champions League. Ma si tratta di un bambino finito all’ospedale.


Nessuno invece si ricorda più della bambina che solo 6 mesi fa morì a Milano per denutrizione. Sinceramente non mi sembra di averne mai sentito parlare, e l’ho trovata in rete cercando la notizia del bambino toscano. Questa bambina veniva nutrita in modo “tradizionale”. Contrariamente all’altro caso, non ho sentito nessuno accusare i genitori di averla ammazzata con la dieta onnivora, eppure di bambini ne muoiono a migliaia ogni anno.


Stando alle statistiche ISTAT, in Italia il numero di decessi infantili al di sotto dei 5 anni di vita è in continuo decrescere, ma si tratta comunque di qualche migliaio di bambini ogni anno. Secondo il dato che ho reperito, nel solo 2011 sono morti 2.084 bambini.


Lo sapevi? Io no, forse nessun notiziario l’ha reso noto, e se lo hanno fatto non se n’è accorto nessuno.


Invece molti ricordano ancora il bambino americano della coppia vegana morto dopo poche settimane di vita nel 2007. Una notizia che fece il giro del mondo accusando i vegani di “crimini” verso i propri figli. Dopo lunghe indagini sappiamo che i genitori vennero prosciolti in quanto la causa del decesso risultò essere un’infezione polmonare, e nulla poteva avere a che fare con l’essere vegano od onnivoro, visto che un bambino di 2 settimane può nutrirsi di solo latte materno, oppure di un latte formulato per l’infanzia.


La sentenza l’ho però trovata in articoli in rete, notizia evidentemente di scarso interesse per i nostri telegiornali.


D
al 2007 a oggi si è pertanto parlato di 2 soli bambini vegani, di cui uno morto per cause non legate al tipo di dieta, e laltro arrivato in ospedale in cattive condizioni di salute ma salvo. E dei 1000-2000 bambini che muoiono ogni anno in Italia?


Nessuna di queste cause
(fra le più disparate) può essere imputata all’alimentazione. La povera bambina di Milano morta lo scorso febbraio è deceduta per lo scarso apporto nutrizionale, non per la dieta.


E il bambino di Firenze? A quando si legge su alcuni giornali, la causa principale del malessere sarebbe neurologica, e (aggiungo io) causata da un grave deficit di vitamina B12 per il quale è stato trovato carente. Sembra però che il bambino non avesse un pediatra di base, ma è tutto ancora sotto riserbo
. Chiunque leggendo queste poche righe si accorgerà che si tratta probabilmente di una negligenza di genitori poco informati e molto dediti al fai da te. Ogni bambino ha bisogno di un pediatra di base, qualsiasi sia la dieta seguita.


La madre avrebbe dovuto integrare la vit. B12, e probabilmente introdurre nella dieta del piccolo gli alimenti vegetali adeguati. Il bambino avrebbe così avuto una dieta normale, e come tanti altri bambini vegani sarebbe stato benissimo.


La vitamina B12 nei vegani è da integrare
nel regime alimentare di grandi e piccini. Purtroppo negli ultimi anni spopola in rete qualche “pseudo-guru” molto seguito che considera la B12 “uninvenzione” della scienza. Invece questa vitamina è lunica che non può essere assunta dalle fonti vegetali. Non so dirti se questa famiglia avesse seguito tali “consigli”, ma resta il fatto che la madre del bimbo non integrava questa vitamina, e di conseguenza il latte ne era carente. Non entro in merito al fatto che il bimbo non mangiasse ancora cibi solidi, perché si tratta di un fattore totalmente soggettivo, anche se a 11 mesi mi sembrerebbe comunque poco comune sapere che un bambino assume il solo latte materno. E infatti a quanto troviamo sui vari articoli, era carente anche di ferro e di vitamina D.


Se la dieta lattea era insufficiente è
quasi ovvio che poteva risultare carente di ferro, mentre la vit. D viene principalmente attivata grazie allesposizione solare, anche se negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno carenziale che coinvolge 1 miliardo di persone nel mondo. Personalmente non me la prenderei con la dieta vegana per questo.


Ma
riguardo alla B12 nella dieta onnivora, anche lì non è tutto rosa e fiori: infatti viene somministrata nei mangimi animali a causa della inaffidabile biodisponibilità ambientale.


Ma
alla fine tutta questa vicenda mediatica che cosa ha portato dentro alle nostre case? Nulla di buono, solo una notizia superficiale e costruita su evidenze completamente errate e fuorvianti, condite da commenti personali e fuori luogo di giornalisti ovviamente ignoranti in nutrizione, con lunico scopo di aumentare ascolti e visualizzazioni senza limite.


Non so se te ne sei accorto, ma questa non è informazione.
È spazzatura.


Essendo doveroso ragionare sulla base di fatti logici e concreti, e non
sull’inerzia della bolgia da stadio a cui stiamo assistendo, aggiungo questo autorevole comunicato diramato dallassociazione medica Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV), accreditata in ambito di diete vegetariane (e distante anni-luce dagli pseudo-guru sopra citati).


Le dichiarazioni
sono della dott.ssa Luciana Baroni, medico neurologo e nutrizionista, e del dott. Mario Berveglieri, pediatra e nutrizionista, a cui è allegata una biblio e sitografia di associazioni medico-scientifiche di fama mondiale.


_______________________________

[COMUNICATO STAMPA] ALIMENTAZIONE VEGAN PER I BAMBINI: PIÙ SANA DI QUELLA ONNIVORA MEDIA, NELL’IMMEDIATO E PER IL LORO FUTURO

4 luglio 2015


In merito agli articoli apparsi sulla stampa inerenti il ricovero per sospetta malnutrizione di un bambino vegano, mentre non esprime alcuna osservazione sul caso specifico dato che non sono noti i dettagli, Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV ritiene opportuno formulare alcune osservazioni di carattere generale. 


Alimentazione vegana per i bambini: è adeguata e promotrice di salute

Dichiara il dott. Mario Berveglieri, pediatra e nutrizionista: “La medicina basata sull'evidenza documenta che le diete vegetariane e vegane sono salutari, danno benefici per la salute e sono adatte a tutte le età della vita compreso il momento dello svezzamento”.


Infatti L’Academy of Nutrition and Dietetics [1-3] ribadisce da oltre 15 anni che “[...] le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute [...] e sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale inclusa prima e seconda infanzia”. L’American Academy of Pediatrics, massima associazione scientifica pediatrica, ha una posizione del tutto sovrapponibile. (4)


Trattandosi di bambini, è chiaro che genitori inesperti debbano informarsi ed essere seguiti da un pediatra, qualsiasi sia la dieta del piccolo. Ad esempio, se al lattante viene dato latte vaccino, anziché latte materno o latte formulato, ciò è molto dannoso per la sua salute, e lo stesso accade se viene nutrito con latte di soia (o altro latte vegetale) non formulato. In questo tipo di errore, dunque, il bambino risulterà malnutrito in entrambi i casi, onnivoro o vegan.


Afferma la dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana e co-autrice del libro di recente uscita “Il Piatto Veg_Mamy”, proprio sul tema della gravidanza e dello svezzamento a base vegetale: “I bambini, onnivori o vegan, vanno in ogni caso nutriti in modo consapevole con consigli di professionisti competenti, per evitare conseguenze sfavorevoli, si tratti di deficit di nutrienti o della ugualmente preoccupante (ma estremamente più diffusa) malnutrizione da eccesso che spesso scaturisce dalla dieta onnivora media (dall’obesità a tutte le malattie croniche come ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori)”.


I pregiudizi sull’alimentazione vegan e i danni di un’alimentazione basata sui cibi animali.


È quasi paradossale come, di fronte a un singolo sospetto episodio di malnutrizione in una dieta 100% vegetale e di cui peraltro mancano informazioni dettagliate, scatti, quasi di riflesso, un clamore accusatorio, e al contempo non si osservi nemmeno il minimo di stupore di fronte ai numerosissimi casi di sovrappeso, che certamente sono altrettanto indicatori di malnutrizione.


Ben gravi infatti sono le colpe della diffusa dieta occidentale a base carnea, che sta causando l’attuale epidemia di malattie da eccesso alimentare, ma le cui gravissime conseguenze non sono oggetto né di allarme mediatico né di severi e adeguati provvedimenti.


Vi è inoltre un ulteriore problema: l’alimentazione 100% vegetale sconta un ingiustificato pregiudizio da parte di alcuni professionisti della salute (in particolare dei pediatri) che, non infrequentemente, hanno anche conoscenze tecniche insufficienti a svolgere il ruolo di sostegno o consulenza per una famiglia vegana. Questo costringe a volte le famiglie a cercare informazioni da fonti non affidabili e non scientifiche. Si tratta quindi di una non trascurabile “colpa” di taluni professionisti della salute, contro i quali andrebbe puntato il dito, piuttosto che contro un’alimentazione del tutto adeguata e promotrice di salute.


La dieta onnivora media è più restrittiva di quella vegana e non risponde alle raccomandazioni degli Enti scientifici più autorevoli

La dieta vegana viene spesso considerata, a torto, una dieta “molto restrittiva”. Afferma il dott. Berveglieri: “Se valutiamo tale scelta alla luce delle raccomandazioni degli Enti scientifici più autorevoli, fra cui anche l’American Academy of Pediatrics, si vede che la dieta vegana è quella che più si adegua a tali raccomandazioni”. [5-9]


Per usare le parole del prestigioso World Caner Research Food (14), occorre “[...] basare l’alimentazione quotidiana prevalentemente su un’ampia varietà di cibi di provenienza vegetale: cereali non raffinati, legumi, verdure e frutta [...] mangiare cereali integrali e/o legumi ad ogni pasto [...] limitare consumo carni rosse ed evitare (sic!) le carni conservate [...] limitare i cibi ad alta densità calorica ed evitare bevande e cibi zuccherati [...]”.


Una dieta vegan variata, in cui si consumino tutte le varietà di cibi vegetali, attua perfettamente tali raccomandazioni, con una scelta ampiamente (non restrittivamente!) orientata verso i prodotti vegetali.


Conclusioni

Conclude la dottoressa Baroni: “È molto restrittiva e preoccupante proprio la diffusa dieta onnivora seguita dalla quasi totalità della popolazione occidentale: basata sull’uso di pochi cereali raffinati (limitati quasi solo al frumento), ricca di cibi contenenti zuccheri semplici e soprattutto caratterizzata da quantità enormi di cibi di origine animale, essa è il mezzo più semplice e sicuro per assicurarsi dapprima il sovrappeso e col tempo una o più malattie croniche" [15-19].


Bibliografia

1. ADA. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. J Am Diet Assoc. 1997, Vol. 97:1317-1321 .

2. ADA. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. J Am Diet Assoc. 2009, Vol. 109: 1266-1282.

3. ADA. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. . J Am Diet Assoc . 2003, Vol. 103:748-765.

4. Committee on Nutrition. Nutritional Aspects of Vegetarianism, Health Foods, and Fad Diets. Pediatrics. 1977, Vol. 59, 460-464.

5. WCRF. Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective. http://eprints.ucl.ac.uk/4841/1/4841.pdf. [Online] 2007, 401.

6. American Cancer Society. http://www.cancer.org/…/acs-guidelines-on-nutrition-and-phy…. [Online]

7. American Heart Association. http://www.heart.org/…/Healthy-Diet-Goals_UCM_310436_SubHom…. [Online]

8. Heart and Stroke Foundation. http://www.heartandstroke.com/site/apps/nlnet/content2.aspx…. [Online]

9. Unified Dietary Guidelines. http://circ.ahajournals.org/content/100/4/450.full.pdf. [Online]

10. Ornish, D. Dr. Dean Ornish’s programme for reversing heart disease.

11. Esselstyn, CB. Prevent and reverse heart disease. s.l. : Edizioni Avery, 2007.

12. Barnard, N. Dr. Neal Barnard's Program for Reversing Diabetes. s.l. : Rodale, 2007.

13. Villarini A, Pasanisi P, Traina A, Mano MP, Bonanni B, Panico S, Scipioni C, Galasso R, Paduos A, Simeoni M, Bellotti E, Barbero M, Venturelli E, Raimondi M, Bruno E, Gargano G, Fornaciari G, Morelli D, Seregni E, Krogh V, Berrino F. Lifestyle and breast cancer recurrences: The DIANA-5 trial . Tumori. 2012, Vol. 98(1):1-18.

14. WCRF. Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective. http://eprints.ucl.ac.uk/4841/1/4841.pdf. [Online] 2007, pag. 401.

15. http://www.ruralpini.it/Commenti-01.04.13-Futuro_agricoltur…. [Online]. http://www.ruralpini.it. [Online]

16. INRAN. http://www.inran.it/files/download/NEWS/newsletter_150_2.pdf. /www.inran.it. [Online] Elaborazione INRAN 2011 su dati ISTAT e FAO .

17. Teresa Norat, Sheila Bingham , Pietro Ferrari , Nadia Slimani , Mazda Jenab , Mathieu. Meat, Fish, and Colorectal Cancer Risk: The European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Journal of the National Cancer Institute. June 15, 2005, Vol. June 15, 2005, Vol. Vol. 97, 12.

18. Armstrong B, Doll R. Environmental factors and cancer incidence and mortality in different countries, with special reference to dietary practices. Int J Cance. 1975 Apr 15, Vol. Vol. 15(4):617-31.

19. Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA. Relation of meat, fat, and fiber intake to the risk of colon cancer in a prospective study among women. N Engl J Med . 1990, Vol. Vol. 323:1664-72.

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV

http://www.scienzavegetariana.it – info@scienzavegetariana.it

 

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Commenti

commenti

Commenti

    Fabio

    (19 dicembre 2015 - 21:55)

    Come avrei potuto giurare anche prima di leggere l’articolo, sono pienamente d’accordo con te!
    Vorrei solo aggiungere, a completezza di informazioni, che altre fonti (che purtroppo ora non posso documentare) hanno riportato che i genitori del piccolo malnutrito ricoverato a Firenze, non fossero neanche vegan: ogni tanto consumavano carne e comunque uova e latticini non mancavano nella loro normale alimentazione. In sostanza, la “veganità” del bambino era dovuta al fatto che assumeva solo latte materno all’età di 11 mesi. Più che il tipo di alimentazione, è evidente la totale incompetenza dei genitori

      Gianfranco

      (19 dicembre 2015 - 22:03)

      Infatti devo aggiunge il link aggiornato ai commenti. I genitori non sono vegani e questa storia non ha senso. Non è un caso che la smentita come al solito non ha avuto lo stesso clamore.

        rita

        (20 dicembre 2015 - 16:07)

        so di una ragazza vegana ricoverata per una carenza di b12 causata da un farmaco. ebbene la neurologa che l aveva in carico per la conseguente paralisi momentanea le diceva in ospedale “sei vegana, vedrai che muori”. ecco in questa frase ci sta il condensato della cattiveria e stupidita di gran parte della classe medica rispetto al vegan.

          Gianfranco Longo

          (20 dicembre 2015 - 22:35)

          Fortunatamente non sono tutti così, ma gente idiota come questa dovrebbe proprio essere buttata fuori dagli ospedali, e messa nelle condizioni di non nuocere.

          Invece lo stesso farmaco (dato da LORO) in una persona onnivora, che avrebbe causato lo stesso problema, non farebbe sicuramente discutere nessuno.

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