La carne è cancerogena? Ecco le REALI dichiarazioni dell’OMS

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Lo so a cosa stai pensando: “Ancora con questa storia?”.

Personalmente ho ritenuto inutile dover proporre un approfondimento nel pieno del caos mediatico, quando l’inerzia del clamore creò opposti schieramenti e trascinò nel peggiore dei modi una notizia interpretata in mille modi, lasciando poco spazio a quelle reali informazioni che sarebbe solo bastato leggere.

A distanza di un solo mese la situazione si è calmata, ma i fatti restano identici. Non si tratta di una moda, ma di uno studio scientifico di interesse mondiale che ha bisogno di una lettura chiara e specifica, non di un susseguirsi di personali interpretazioni fotocopiate.

Veniamo a noi.

Lione (Francia), 26 ottobre 2015: viene divulgato il comunicato stampa N° 240 da parte di IARC, Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro, istituzione appartenente a OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità.

Lo studio è valutato da 22 esperti provenienti da più paesi nel mondo, fra cui l’italiana Giovanna Caderni dell’Università di Firenze.

 

SI CREA IL PANICO

Notizie e commenti che improvvisamente schizzano come schegge impazzite, chiunque diventa di colpo esperto in nutrizione oncologica, incluso chi fino a un momento prima aveva staccato dal turno in fonderia.

Anche le associazioni e i professionisti del settore non sono da meno, e ognuno si preoccupa di fornire la propria versione dei fatti senza che quasi nessuno confronti realmente la documentazione.

 

LE DICHIARAZIONI IARC

Ma cosa ha concretamente comunicato lo IARC?

La monografia diffusa al pubblico (Q&A on the carcinogenicity of the consumption of red meat and processed meat) contiene conclusioni ricavate da una metanalisi di 800 studi su più popolazioni con diete fra loro diverse, che provengono da studi prospettici di coorte raccolti negli ultimi 20 anni, i quali indagano la correlazione fra più di una dozzina di tipi di tumore associata al consumo di carne rossa non lavorata, e associata al consumo di carne lavorata.

Conclusione? Mangiare una quantità di 50 g al giorno di carne lavorata aumenta soprattutto il rischio di tumore colonrettale del 18%, mentre una quantità di 100 g al giorno di carne rossa non trattata aumenta del 17% il rischio dello stesso tumore, ma anche di quello al pancreas e del tumore alla prostata.

È tutto qui. Si tratta di dati che non si prestano a confronti con studi di altro genere o con opinioni personali di alcun tipo.

La carne rossa lavorata viene quindi introdotta nel “gruppo 1”, quello che comprende prodotti e sostanze “sicuramente cancerogeni per l’uomo”, mentre la carne rossa non lavorata è stata inserita nel “gruppo 2A” fra le sostanze e i prodotti “probabilmente cancerogeni per l’uomo”.

Il gruppo 2A è il terzo fra i sei gruppi indicatori di fattori di rischio tumorale, di cui solo l’ultimo (gruppo 4) segnala che non vi sono prove sulla cancerogenicità di una sostanza o di un alimento. Il livello del gruppo 2A, per quanto non dimostra evidenze schiaccianti, è comunque troppo a rischio per essere ignorato.

La carne rossa non lavorata (gruppo 2A – probabilmente cancerogena) include tutti i muscoli di mammifero quali manzo, vitello, maiale, capra, agnello, montone, cavallo, mentre quella lavorata (gruppo 1 – sicuramente cancerogena) comprende wurstel, prosciutto, salcicce, carne in scatola, carne secca, preparati e sughi a base di carne, prodotti che possono contenere sia maiale che manzo, ma anche pollame, frattaglie e sottoprodotti come il sangue. Questi prodotti vengono sottoposti a salatura, fermentazione, fumo, e ad altri processi per allungare i tempi di conservazione e amplificare il sapore.

Nella monografia IARC leggo che il consumo di carne rossa non lavorata, come da procedura abituale è stata valutata attraverso studi epidemiologici, cioè risultati clinici su pazienti malati di cancro al colon-retto. Questi risultati dicono che tali pazienti mangiavano abitualmente e mediamente 100 g di carne rossa al giorno, ma che non era l’unica causa che potrebbe aver influito sulla formazione del cancro.

È infatti necessario ricordare che l’origine di qualsiasi tipo di tumore è “multifattoriale”, cioè proveniente da più fattori quali il fumo, l’alcol, le radiazioni, l’inquinamento ambientale, i farmaci, la composizione corporea (sovrappeso-obesità), ed è possibile che esistano molti altri elementi ancora sconosciuti.

A queste cause dobbiamo aggiungere la più importante che è la dieta. Per quanto la strada in tema di tumori è ancora lunga e ignota, viene da anni diffuso il dato che il 35% delle cause è attribuibile a quello che mangiamo, e su questo argomento sono sempre stati indicati i tessuti animali come principale oggetto d’accusa.

Bisogna inoltre chiarire che tali fattori reagiscono in base alla predisposizione genetica individuale.

Ma è difficile capire se tutti i soggetti non predisposti a nessun tipo di tumore possono esporsi “con limite” o “a piacimento” alle sostanze cancerogene, senza dimenticare che i problemi di salute a cui si rischia di andare incontro sono molteplici.

Considerando che gli attuali risultati potrebbero essere stati viziati da fattori estranei, o esserne concause, la carne rossa viene per questo motivo inserita nel gruppo 2A: non si può considerarla cancerogena con certezza, ma nemmeno scagionarla, in quanto saldamente presente all’interno di questa colossale mole di dati. Sono infatti 50.000 (dati: Global Burden of Disease Project) i soggetti con diete ricche di carni rosse che nel mondo ogni anno presumibilmente muoiono di tumore per questo motivo.

Nonostante tale ruolo è stato definito “non chiaro”, bisogna sapere che anche la cottura incide sulla formazione dei tumori: il contatto fra la carne e la fiamma diretta, o attraverso una superficie di cottura, produce fra le altre sostanze N-nitroso (-NO), idrocarburi policiclici aromatici (PAH), e ammine aromatiche eterocicliche (HCA). Tutti composti considerati cancerogeni. Se cercherai in rete troverai diverse pubblicazioni scientifiche risalente anche al secolo scorso, le quali già stabilivano la cancerosità di questi pericolosi composti.

Come è noto, la carne contiene inoltre ferro-eme, una forma di ferro molto biodisponibile e vantaggioso per la nostra dieta. Ma questo tipo di ferro espone anch’esso al rischio tumorale in quanto promuove la formazione di un pericoloso radicale libero chiamato ossidrile.

Ben diverso è il discorso delle carni lavorate. L’epidemiologia ha confrontato 10 paesi con stili dietetici e abitudini diverse che hanno registrato lo sviluppo di tumori al colon retto con una percentuale di rischio del 18%, i quali consumavano giornalmente 50 grammi di carne processata. Per farci un’idea, 50 g sono il peso di 1-2 sole fette di prosciutto.

Considerando inoltre la quantità di carne lavorata “occultata” all’interno dei prodotti confezionati (inclusi i sughi, come avrai letto), diventa veramente difficile stare al di sotto di tale soglia. Infatti, se facciamo due semplici moltiplicazioni annue (50 grammi x 365 giorni, e 100 grammi x 365 giorni), scopriamo che le soglie di rischio sono relative a 16 kg pro-capite di carni processate, e 37 kg pro-capite di carni rosse consumate nell’anno. Ma secondo le medie statistiche, il consumo nazionale di carne si attesta attorno a 78 kg all’anno pro-capite.

Oltre al doppio del limite più alto

MA TANTO QUESTE SOSTANZE SONO PRODOTTI ANCHE DAI CIBI VEGETALI COTTI

Sbagliato. HAC, PAH, e altre sostanza citate non si ricavano dalla cottura dei cibi vegetali, in quanto si tratta di composti di degradazione dei tessuti muscolari animali. E vale anche per gli stessi grassi animali sottoposti ad alte temperature, i quali producono PAH.

 

CARNE COME FUMO, ALCOL, E AMIANTO?

Fra l’indignazione generale di questa notizia ci si è affrettati a trovare uno dei tanti capi espiatori: “La falsità dello studio è evidente: la carne non può essere cancerogena come alcol, fumo, e amianto”.

Infatti non lo è. La carne lavorata è inserita nel “gruppo 1” assieme a queste sostanze, ma non si è mai parlato di parità del rischio fra tali prodotti. La carne lavorata è nella stessa categoria perché “sicuramente cancerogena”, non perché cancerogena come l’amianto o il fumo.

 

OSSERVAZIONI (QUASI) PERSONALI

Se stimiamo che il 12% (dati ISTAT 2014) della nostra popolazione è vegetariana, è certo che, senza tenere conto dei fattori tumorali extra-dietetici,

gran parte del restante 88% della popolazione italiana consuma ben di più di 78 kg di carne all’anno, e si espone probabilmente ogni giorno a un MAGGIOR rischio tumorale rispetto a tutti gli altri soggetti.

Probabilmente, questo vale anche per chi dichiara di “consumare poca carne”, in quanto molti considerano tale solo la bistecca di manzo e di maiale.

Ma qual’è la soglia di rischio al di sotto della quale si può mangiare carne senza pericolo? Questo studio non lo ha indicato.

La presunta “moderazione” con la quale i nutrizionisti dello spettacolo giustificano il consumo di carne non possiede alcuna base scientifica, ma solo deduttiva.

Anche l’arsenico inorganico si potrebbe "consumare con moderazione”, tenendo conto che la dose mortale è di 100 milligrammi. Ma consumandone 10-50 microgrammi (milionesimi di grammo) al giorno attraverso l’acqua, l’aria inquinata e il cibo non si muore. Però nel tempo si possono sviluppare danni renali, al sistema immunitario, al sistema endocrino e al DNA. Il consumo costante di dosi-traccia di arsenico arriva a causare cardiopatie, insufficienza renale e tumore alla vescica. Mai morte immediata.

Non è un esempio che ho voluto portare a caso: ogni anno vengono venduti agli allevamenti oltre 700 tonnellate di farmaci a base di arsenico somministrati agli animali per promuoverne la crescita, eliminare i parassiti intestinali, e rendere più appetibili le carni. Arsenico che inconsapevolmente anche tu assumi ogni giorno attraverso il consumo non solo di carne rossa non lavorata e di carne lavorata, ma anche tramite sottoprodotti animali come uova, latte, formaggi, e carne bianca (gallina, tacchino, etc.).

È solamente uno dei tanti esempi che si possono citare, per cui capirai che lo studio OMS di questa occasione si è focalizzato su uno specifico argomento, ma a riguardo ne esistono molti altri.

Ed ecco perché, alla luce dei risultati attuali, è stato opportuno da parte di IARC diramare tale comunicato.

 

LA REAZIONE DEL PUBBLICO

Era ovvio che una notizia del genere avrebbe suscitato un boato enorme nel mondo.

Si sprecano frasi come “ho sempre mangiato carne e non mi sono mai ammalato”.

Frasi che abitualmente usa anche chi ha varie malattie, alcune volte gravi.

Ma ovviamente molta gente non si è mai ammalata seriamente, e personalmente auguro loro di non ammalarsi mai. Però era logico che i titoli dei giornali, scritti solo per provocare sensazionalismi (vedi alla voce: guadagnare un sacco di soldi) causassero una sorta di delirio globale.

Infatti prima di leggere la fonte diretta, personalmente sapevo ben poco di questa notizia, dato che è stato scritto di tutto tranne ciò che bastava tradurre in italiano.

 

LA REAZIONE DEI PROFESSIONISTI E DELLE ASSOCIAZIONI DELLA SALUTE

Non molto diversamente dai commenti dei non-professionisti, anche i cosiddetti professionisti della salute sono in gran parti scivolati in considerazione da luogo comune, che poco hanno a che fare con chi dovrebbe orientare le scelte salutistiche dei consumatori. Soprattutto gli oncologi, dai quali ci si sarebbe dovuto aspettare ben più di banali “Eh ma il cancro ha anche altri fattori”, e “Non create allarmismi”. Nessuna citazione a studi o teorie scientifiche che dimostrano il contrario.

Il consiglio “meno peggiore” che ho sentito è arrivato da un medico che ha raccomandato spremute di arancia dopo ogni pasto contenente agenti cancerogeni, in modo che il potere antiossidante neutralizzi le nitrosammine che si formano da nitriti e nitrati, usati come conservanti negli insaccati. Infatti la vitamina C inibisce il processo di nitrosazione e il rischio di tumore ad opera di tali composti.

Come dire che possiamo esporci all’amianto o fumare in libertà (lo so, lo so, non è la stessa cosa), che poi un bel frullato di mirtilli risolverà tutto.

Queste sono le stesse persone che poi devono curarci. Non trovo così strano che la gente è costretta a rifugiarsi nei “guru” della salute.

 

LA VERGOGNOSA RASSICURAZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Si tratta di studi da approfondire, non di risultati definitivi. State tranquilli”.

Eh no cara Ministro Lorenzin (non do la colpa a lei, dato che chiunque altro al suo posto avrebbe dovuto dire la stessa cosa). Come per tutti gli studi scientifici, anche per questi saranno certamente necessari ulteriori approfondimenti, ma da quanto risulta nella monografia IARC, gli studi sulla carne lavorata sono CONCLUSIVI, e gli altri dati si prestano ad accertamenti che probabilmente non porteranno lontano dai dati attuali.

Il tumore al colon-retto è SICURO. Sono gli studi su altri tipi di tumore che hanno bisogno di ulteriori indagini.

Da anni la stessa OMS e ogni sistema sanitario nazionale (incluso il nostro) mette in guardia le popolazioni dall’elevato consumo di carni e di prodotti animali. Ma sono anche anni che chi scopre certe verità si vede negare il diritto al riconoscimento delle proprie ricerche scientifiche. È ovvio che certi dati non sono disponibili, se chi ha il potere di pubblicarli antepone a essi gli interessi economici.

Ma stavolta il dato è talmente evidente che nemmeno l’Associazione Mondiale della Sanità si sente di trascurarlo.

 

COMPLOTTO VEGANO

Naturalmente non poteva mancare chi doveva dare la “colpa” ai vegani.

Se andrai a leggere la lista dei 22 esperti e degli istituti coinvolti, e farai una ricerca su ognuno di essi, ti potrai accorgere da solo che si tratta di esponenti di multinazionali, ricercatori che praticano la sperimentazione su animali, studiosi che con il sostegno dei loro centri di ricerca devono provare al mondo che gli OGM sono sani. E nessuno di loro è vegetariano o vegano.

Gran parte della gente che diventa vegana lo fa prima di tutto per non nuocere agli animali, non perché minacciata dalla paura di morire.

Anche se la carne fosse realmente salutare, molte persone diventerebbero ugualmente vegane.

Al contrario, tanti altri non lo diventeranno nemmeno dopo aver scoperto oggi che la carne è cancerogena. Il fumo di sigaretta lo è di più, e dopo le resistenze iniziali, ormai è universalmente accettato che è altamente cancerogeno. Ma la gente continua a fumare, e la legge non l’ha vietato.

L’OMS ha divulgato questa notizia perché i consumatori hanno il diritto di sapere. Non ha obbligato nessuno a non mangiare più carne, e ognuno potrà fare le scelte che ritiene opportune per sé e per la propria famiglia.

A proposito: non erano i vegani a essere tacciati di complottismo quando svariati studi (di studiosi, non di vegani) dicevano che la carne è cancerogena?

 

LA QUALITÀ ITALIANA

Ma per fortuna l’Italia ha il DOP, la Dieta Mediterranea, e le numerose "Eccellenze Italiane".

Almeno per chi ci crede, perché è tutta una grandissima presa per i fondelli.

I prodotti italiani vantati “di qualità superiore” e “invidiati nel modo” sono basati sugli stessi prodotti animali appena dichiarati cancerogeni o probabilmente cancerogeni.

Gli animali che vengono allevati per produrre tali “meraviglie” sono imbottiti di farmaci e di mangimi OGM. La dieta mediterranea riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio nazionale è una colossale mossa commerciale veramente pietosa, ma di grande credibilità.

È vero che la dieta mediterranea è stata adottata perché ritenuta in passato un’alimentazione che portava alla longevità. Ma la vera dieta mediterranea è prevalentemente vegetale. Nella dieta mediterranea originale non c’erano le carni rosse e i formaggi, né tanto meno gli insaccati.

La dieta mediterranea non è l’attuale porcheria che ti vogliono imporre, e che è una delle principali causa di degrado sulla salute umana.

 

QUESTI SONO STUDI AMERICANI. I NOSTRI ALLEVATORI SONO PIÙ ATTENTI, STATE TRANQUILLI!

Infatti i nostri allevatori sono più attenti a prenderci per i fondelli. E di questo avete proprio ragione: possiamo stare tranquilli.

Di recente Il Fatto Alimentare attraverso un’indagine ha scoperto quello che in realtà si conosce da anni: buona parte degli allevamenti italiani usa steroidi anabolizzanti, corticosteroidi, e altre sostanze illecite. Ma posso osare immaginare che sono MOLTI di più di quanto si pensa, se questi sono solamente i campioni esaminati da una singola iniziativa dove è emerso che il 15% del capi esaminati erano fuori norma.

Nel frattempo il Ministero della Sanità (cioè chi dovrebbe tutelarci) annuncia amorevolmente che i casi di doping negli allevamenti italiani sono praticamente inesistenti.

Stranamente, ogni volta che viene inviato un controllo a sorpresa, un allevamento viene multato e spesso costretto a chiudere i battenti, soprattutto quando il metodo di controllo non è quello obsoleto che i funzionati ASL ancora utilizzano. Se usassero quel metodo istologico ancora nemmeno riconosciuto dagli organi competenti, molto diverso dei vecchi metodi chimici tutt’ora in uso dalle ASL e dal Ministero, riuscirebbero a scoprire pratiche illecite che allo stesso Ministero sfuggono di mano.

Di recente questa indagine è stata presa in carico dalla trasmissione Report che l’ha portata sugli schermi RAI.

Ora, chi vuole potrà continuare a nascondersi dietro a un dito come ha sempre fatto, che tanto la gente continuerà a credere ancora al Ministero e al mitico dott. Giorgio Calabrese, il quale in TV assicura “allevamenti italiani privi di farmaci”, tanto meno dopanti. Come se, illegalità a parte, i farmaci non fossero trattamenti di profilassi insegnati ai corsi universitari di zootecnologie.

 

PERCHÉ MAI ATTACCARE L’OMS?

Proprio così: le maggiori associazioni dell’allevamento vorrebbero creare una “class action” per denunciare l’OMS e arrogarsi il diritto di poter dichiarare il falso ai danni dei consumatori. Perché loro stanno subendo ingenti danni e qualcuno deve pur pagare.

L’economia mondiale si basa soprattutto sui prodotti di allevamento, ed è ovvio che una notizia come questa è un duro colpo per tutto il mondo del business-carne.

Prova a pensarci un attimo: queste persone non sono sul piede di guerra perché viene negato a te il consumo di un prodotto sano. Loro non sono in rivolta perché hanno paura che tu, pur potendo scegliere (nessuno ha vietato il consumo di carne) rischi forti carenze nutrizionali.

Sono adirati esclusivamente perché il loro mercato è in perdita. Perché stanno perdendo SOLDI.

Non l’hai ancora capito? A loro della tua salute

NON GLIENE FREGA UN CAZZO

Al contrario, non vogliono che tu abbia la possibilità di scegliere.

Sono queste le persone che hai fino ad oggi ascoltato e finanziato?

I governi sono dalla loro parte (a meno che non tratti di tagliargli i fondi), e smentiscono evidenze che costringerebbero a rivoluzionare in fretta il sistema produttivo. Non importa se gli scienziati hanno dimostrato che aumenteranno i decessi per tumore. La cosa importante sono gli accordi commerciali MULTIMILIARDARI.

E il principale prodotto da banco sei tu.

Copio-incollo la parte finale del comunicato di Confagricoltura in merito alla questione IARC-OMS:

Pur prendendo atto, naturalmente, del notevole sforzo compiuto dall’Agenzia dell’Oms – ha concluso il sottosegretario Castiglione - occorre evitare conclusioni affrettate e demonizzazioni per non incidere negativamente sui consumi di un alimento, la carne, che è invece essenziale per la nutrizione. Ma anche per evitare contraccolpi sul settore dell’allevamento che da solo (escludendo l’industria della trasformazione), rappresenta un quarto del totale della produzione agricola italiana ed europea, per un valore di circa 107 miliardi nell’UE28 , di cui oltre 10 miliardi in Italia.“

È chiaro adesso? Anche se accennano al fattore “essenziale per la nutrizione”, capirai che il problema non è la tua salute, ma gli oltre 10 miliardi annui fatturati in Italia che rischiano di estinguersi.

 

CARNE RICCA DI NUTRIENTI ESSENZIALI

Ugualmente alla citazione di Confagricoltura appena letta, si parla spesso della necessità di non poter fare a meno della carne in ogni sua forma per non andare incontro a carenze di ferro, proteine, vitamine, minerali.

Eppure sono ormai oltre 7 milioni quelli che da anni o da decenni non mangiano carne, e fra loro ci sono atleti di valore internazionale, comuni sportivi, o persone sedentarie che tranquillamente ne fanno a meno, molti dei quali non assumono farmaci (o li assumono raramente) perché utilizzano in gran parte metodi naturali, o non si ammalano e non ne hanno bisogno.

Per esempio, ormai in Italia esistono oltre 10.000 bambini vegani dalla nascita, che mediamente si ammalano meno dei loro coetanei.

Ma fra il luglio e il settembre 2015 si parlò di 2 casi di bambini vegani ricoverati in ospedale per problemi di salute.

E fu subito SCANDALO: “Maledetti vegani assassini di bambini!”.

Dopo pochi mesi di bufera, in entrambi i casi si appurò che i bambini venivano nutriti con il solo latte materno (a 1 e 2 anni di età!) e non erano nemmeno vegani. Ma naturalmente queste ultime notizie non suscitarono lo stesso clamore.

Al contrario, secondo dati ISTAT ogni anno muoiono in Italia, per le cause più svariate, migliaia di bambini, e nessuno di questi è vegano.

Finora in Italia non è mai morto nessun bambino vegano, e se fosse successo si sarebbe saputo.

Personalmente spero che non debba morire mai più nessun bambino, che sia vegano o non vegano.

Ma è curioso come la sorte possa ribaltare una situazione nel giro di pochi mesi. Perché è appena stato confermato che i genitori che nutrono in modo inadeguato, e mettono ogni giorno a rischio la salute dei propri bambini, sono tutti gli altri. NON i vegani.

 

MA ORA VENIAMO A NOI

A questo punto i casi sono due:

1) mi hai mandato i peggiori insulti e sei andato di corsa a prendere il tuo prosciutto prima che chiude il supermercato.

Oppure:

2) hai cominciato a pensare con la tua testa, e ti stai chiedendo come sarebbe possibile avere una dieta sana senza essere costretto a ingurgitare sostanze probabilmente (o sicuramente) cancerogene.

Se fai parte del punto 1 sono contento di aver allietato la tua giornata e aver stimolato la tua vitalità.

Se invece sei nel punto 2 ti invito a scaricare l’ebook che trovi in alto a destra su questa pagina. Imparerai un sacco di informazioni fondamentali e ti iscriverai a una mailing-list che integrerà queste nozioni.

In qualunque caso non fermarti a questo articolo o a questo sito. Leggi altre fonti, informati, istruisciti per ottenere il meglio dell’informazione. Perché avrai capito che sono poche le persone o le istituzioni su cui potrai contare.

Non importa il titolo di studio o la carica istituzionale che ti troverai di fronte. Avere una posizione sociale “di punta” quasi mai porta a essere realmente affidabili, perché a quasi nessuno interessa realmente della tua salute.

E anche se sei “pulito”, una volta entrato nel sistema rischi di diventare un’altra persona, perché il sistema ti avvantaggia realmente solo in cambio di compromessi.

Almeno finché non ne avrà una reale convenienza, il nostro governo non dichiarerà mai che la carne è cancerogena.

Non ti dirà mai che buona parte degli allevamenti sono dopati, o che tu la devi comprare perché gli accordi commerciali garantiscono loro di non entrare in conflitto con chi in buona parte finanzia i governi.

Perché un governo è fatto da persone che traggono vantaggio dal sistema.

E CHI TRAE VANTAGGIO DAL SISTEMA NON CAMBIA

Scarica l’ebook che ti ho messo a disposizione su questa pagina in alto a destra, e se ti va lascia un commento.

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Commenti

commenti

Gianfranco Longo Autore

Sono un blogger, mi occupo di educazione alimentare e motoria grazie a formazione e aggiornamento continui come Educatore Alimentare e Personal Trainer. Fra le altre fonti di apprendimento, attraverso l'istruzione libera offerta dalle università (MOOC), costantemente aggiungo conoscenze in ambito di patologia generale relative alla Psico-Neuro-Endocrinoimmunologia (PNEI), scienza dell’equilibrio dei meccanismi organici che riguardano principalmente il sistema endocrino e quello microbico.

Commenti

    Lilliana Ciotta

    (2 dicembre 2015 - 15:27)

    Grande articolo, che ovviam condivido interamente. La Lorenzin-capello perennem in piega -mi ha francam nauseato..

    Meglio se passa il suo tempo a phonarsi il capello anziche rilasciare dichiarazioni del cavolo… le lobby omicida si sono precipitate a fornire servizi tv nei Quali fondament passava il messaggio di quanto sono cattivoni gli americani, mentre noi italiani poss
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      Gianfranco

      (2 dicembre 2015 - 19:17)

      Spero che sempre più gente cominci a capire come funziona.

      Chiunque lavora a contatto con il pubblico sa che prima di dare una risposta ai clienti la domanda che si fa al titolare è: “Che cosa dobbiamo dire?”.

      Questo dovrebbe fare riflettere chiunque ha fondato la propria vita attraverso le certezze dei messaggi pubblicitari.

    luisa

    (1 dicembre 2015 - 19:48)

    articolo molto interessante! grazie!

      Gianfranco

      (1 dicembre 2015 - 22:12)

      Grazie a te Luisa. 🙂

    Mauro

    (1 dicembre 2015 - 19:39)

    Ma finitela con questa storia, anche il ministero della sanità ha detto che è falsa. Io mangio carne da una vita e sto benissimo, ma chi crede a queste notizie fatte da chi vuole creare il panico è solo stupido perché non lo capisce.

      Gianfranco

      (1 dicembre 2015 - 22:11)

      Grazie per aver offerto quest’analisi attenta e razionale, ci mancava proprio e forse nessuno c’era mai riuscito.

      Per avvalorare la tua tesi aggiungo che miocuggino mangia carne a colazione e quest’anno festeggia i 140 anni correndo i 100 metri in 9”,99.

      Però visto che nell’articolo si parla anche di te, sarebbe meglio che prima di commentare il titolo leggessi anche il resto.

      francesco lega

      (2 dicembre 2015 - 10:35)

      Ma l’ha detto la DIPLOMATA ministro Lorenzin?

        Gianfranco

        (2 dicembre 2015 - 19:19)

        Forse ha detto che di questi tempi avere un diploma fa sempre comodo, ed è falso che bisogna per forza fare l’università.

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