Rischiare la vita per una carenza di vitamina D. A quando l’allarme?

partial-solar-eclipse-1154215_1920

 

Come potrai immaginare non ho scritto questo titolo per spaventarti inutilmente, ma lo faccio allo scopo di forniti una soluzione adeguata.

 

Infatti ti sto per parlare di un concreto e grave problema di proporzioni MONDIALI che pochi conoscono.


Ma scommetto che ti starai già chiedendo:
Se per caso fosse vero, chi sei tu per sollevare un argomento del genere se nemmeno lOrganizzazione Mondiale della Sanità se ne occupa, e se neanche un TG ne ha mai parlato?”.


Già.
Ti posso solo dire che se aspetti linformazione dei grandi mezzi di comunicazione probabilmente conoscerai a memoria tutti gli indici dello SPREAD e del PIL.


Ripasserai ancora una volta uno ad uno tutti i motivi de “la crisi”.


Conoscerai
la lista dei partecipanti allisola dei famosi e le loro taglie di biancheria intima.


Ma continuerai a
d ammazzarti di Xanax e di antibiotici, e vedere la gente attorno a te morire di cancro. Tutto questo per problemi risolvibili attraverso una semplice integrazione di vitamina D.


La carenza di vitamina D è attualmente un problema planetario, e oltre 1 miliardo di persone nel mondo ne sono più o meno gravemente affette.


Nonostante la realtà dei fatti e i gravi rischi sulle popolazioni, non esiste uno stato di emergenza che sarebbe invece da dichiarare immediatamente.


Nel frattempo, come fosse niente, questa pandemia continua ad avanzare silenziosamente sfociando in orribili quanto “misteriose” malattie che tormentano la nostra era.


Malattie che verranno contrastate con la prescrizione di innumerevoli quanto inutili e dannosi farmaci, precursori di successivi innumerevoli, inutili e dannosi altri farmaci che pesano sulla spesa di una salute pubblica che non ce la fa più, e che creano milioni di nuove vittime ogni anno.


Miliardi di euro spesi ogni anno per creare una popolazione malata. Un sistema sanitario al contrario.


E il problema coinvolge tutti: donne in gravidanza, neonati, bambini, ragazzi, adulti, anziani.


La vitamina D, essenziale per la funzione di
centinaia di geni, è fondamentale per la crescita e lo sviluppo umano. La sua fonte principale è lesposizione solare, grazie alla quale parte il processo per la sintesi endogena (cioè interna) che viene finalizzata dal lavoro renale.


Ma per motivi vari e non del tutto conosciuti, buona parte della popolazione mondiale ne è carente, e solo in Italia abbiamo lo 80% delle persone con livelli al di sotto della norma.


Se poi calcoliamo che i livelli di riferimento
proposti del Ministero della Sanità sono sottostimati, cioè indicano un valore minimo (20 ng/ml) che è assolutamente carente, si può dire che la deficienza vitaminica reale è da ipoteticamente accreditare al + 90% della nostra popolazione.


La vit. D è fra le altre cose necessaria al mantenimento del calcio osseo, e una carenza di calcio è spesso influenzata (anche) dalla carenza di vit. D.


Ma gran parte delle persone ignorano che tale vitamina è
FONDAMENTALE per uninfinità di processi organici, e bassi livelli nel sangue producono medie e gravi conseguenze quali:


- difetti alla nascita (partendo dalla carenza della madre)


- rachitismo


- sovrappeso/obesità nei bambini


- asma e disturbi respiratori alla nascita e negli adulti


- ossidazione cellulare


- cadute frequenti


- dolori ossei e muscolari


- sindrome premestruale


- dismenorrea


- ovaio policistico


- endometriosi


- cisti ovariche


- scarso testosterone


- impotenza


- frigidità


- sovrappeso


- obesità


- frattura ossea da stress


- paramorfismi e dismorfismi muscolo-scheletrici (iperlordosi, ipercifosi, scoliosi)


- scarsa densità ossea


- scarsa densità muscolare


- osteopenia e osteoporosi


- insulino-resistenza


- diabete


- danni alle funzioni cognitive


- danni al cervello


- disturbi del sonno


- depressione


- ansia


- attacchi di panico


- demenza


- schizofrenia


- infezioni alle vie aeree superiori (soprattutto negli atleti)


- aumento dei marcatori infiammatori (soprattutto negli atleti)


- maggior rischio di esposizione alle malattie infettive


- crisi del sistema immunitario (incentivando malesseri lievi e medi, malattie infettive, tumori e malattie autoimmuni)


- Sindrome da Stanchezza Cronica


- debolezza muscolare


- infortuni muscolari


- allungamento dei tempi di recupero post intervento chirurgico, in particolare al ginocchio


- disturbi intestinali


- malattie dellintestino


- malattie paradontali con allargamento fra gli spazi interdentali, riduzione dello smalto dentale, carie, rottura e perdita dei denti


- malattie del fegato


- malattie renali


- ipertensione arteriosa


- ictus


- cardiopatia


- malattie autoimmuni e degenerative (fibromialgia,
Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Morbo di Crohn, Artrite Reumatoide)


- 17 tipi di tumori (fra cui seno, ovaio, colon, prostata, pancreas).


Come bisogna interpretare i livelli di riferimento delle analisi per poterli considerare “a norma”?


- da 10 a 20 ng/mL: cadute e atrofia delle fibre muscolari di tipo II
(quelle “veloci”)


- da 20 a 40 ng/mL: rischio di fratture e rischio di cancro


- da 50 ng/mL: livelli ottimali per la popolazione sedentaria


- 75-80 ng/mL: livelli ottimali per atleti e soggetti con malattie autoimmuni


- 90-100 ng/mL: livello anticancro (da consigliare a tutti)


Ma le guide ufficiali considerano “non carenti” i 20 ng/ml e “sufficienti” i 30 ng/ml, incentivando tutto lelenco di malattie che hai appena letto.


E naturalmente proponendoti farmaci che oltre a non risolvere nulla provocano altri danni a catena.


Personalmente ho smesso di chiedermi il perché
di tutto questo, ma risulta chiaro che per la popolazione media è assolutamente necessario mantenere la vitamina D ben al di sopra dei 40 ng/ml. Non dico come gli atleti, ma sicuramente a livelli superiori dalla media attuale. Però se tutti avessero un livello “atletico” di vitamina D fra i 75 e gli 80 ng/ml sarebbe tanto di guadagnato.


E a
proposito di atleti: almeno quelli professionisti sapranno bene il fatto loro, vero?

COME NO

Nonostante tutta l’attenzione maniacale rivolta verso ogni singolo dettaglio, le società sportive non pongono grandi considerazioni a questa vitamina. E i risultati si ripercuotono sia sulle prestazioni atletiche, che ancor peggio sugli infortuni, sempre più frequenti.


Basta vedere i calciatori di serie A e della nazionale, che pur rappresentando uno sport di elite fanno più presenze nelle infermerie che in campo, e sembrano non considerare la necessità di integrare in modo massiccio la vit. D3.


Riguardo ad altre specialità sportive, uno studio del 2010 (Clin J Sport Med. 2010 Sep;20(5):368-71) su atleti di età compresa fra i 10 e i 30 anni (47% donne, 53% uomini) rilevò un livello ematico medio di 25,3 ng/ml in ballerini, giocatori di pallacanestro, e atleti di tae kwon do.


Un documento dell’anno successivo (AOSSM Annual Meeting; San Diego,CA; 2011) propose una serie di test in giocatori americani di football della National Football League, documentando un livello medio di 30,3 ng/ml nei giocatori bianchi, e un livello medio di 20,4 ng/ml nei giocatori neri.


E la
National Football League non è esattamente unassociazione sportiva della provincia di Biella con sede a Occhieppo Inferiore.

Si tratta dellElite del Football Americano MONDIALE.

Aumentando a livelli ottimali la loro vitamina D, questi atleti non solo eviterebbero gran parte di quegli infortuni che invece sono allordine del giorno, ma ne godrebbero anche in termini di prestazioni atletiche.


Ora q
ualcuno dirà che secondo vari studi, la vit. D anche a livelli regolari non migliora le performance. Anche questo è vero.


Non l
e migliora perché negli atleti è necessario disporre di un livello superiore di vitamina D, che non può essere di 25-30 ng/ml quando va bene, ma come hai letto prima deve mantenere i 75-80 ng/ml nel sangue.


Invece,
queste e altre casistiche ci dicono che gran parte degli atleti sono addirittura carenti, e non è un caso se durante la stagione agonistica vanno incontro a decremento delle prestazioni e gravi infortuni, molto spesso anticipando il ritiro agonistico in giovane età.


FAREBBE RIDERE, SE FOSSE UNA
BARZELLETTA


Contrariamente a tutto questo,
i medici hanno paura delleccesso.


Eppure
le popolazioni non si stanno certo ammazzando per la troppa vit. D, ma si ammalano esattamente per il fattore contrario.


Fra l
altro la dose di vit. D è tossica quando giunge a un livello ematico oltre al doppio di quella appena indicata per gli atleti, cioè oltre i 150 ng/ml (il 50% in più dei “prudenziali” 100 ng/ml che leggi nel foglio delle analisi), ed è veramente dura arrivarci. In quel caso basterebbe sospendere lintegrazione e tutto tornerebbe nella norma senza conseguenze.


Non lo dico io, ma è ciò che si trova in letteratura.


Invece con le integrazioni qui consigliate, alleccesso non ci si avvicina nemmeno morti. Infatti, i casi di tossicità reperibili nella letteratura internazionale parlano unicamente di assunzioni giornaliere oltre alle 40.000 UI prolungate nel tempo, e per sicurezza la massima dose consigliata in caso di carenza è di 10.000 UI, sufficienti a coprire in tempi ragionevoli uninsufficienza vitaminica anche cronica.


Infatti
uno studio del 2007 pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition sostiene che la supplementazione di 10.000 UI giornaliere in adulti sani non produce alcun effetto di tossicità, e che tali dosaggi sono da considerare sicuri.


E in gravi casi di deficit severo, le linee guida della SIOMMMS (Società Italiana dellOsteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) consigliano addirittura megadosi di 300.000-1.000.000 di UI per 1-4 settimane.


Ma nonostante tutto questo, le recenti guide della nostra SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), pur avendo alzato il tetto dei Livelli Massimi Tollerabili di Assunzione per la Popolazione Italiana (UL), li ferma a 4000 UI/die per scongiurare una tossicità che non esiste nemmeno a dosaggi superiori di ben 8-10 volte.


I VANTAGGI DELLA VIT. D OTTIMALE?


Quando nella norma (quella reale), la vit. D svolge un effetto neuroprotettivo e antinfiammatorio, previene tutte le patologie che ho elencato, ne inverte il decorso nella gran parte dei casi, e contrasta efficacemente le rimanenti malattie, quelle per le quali non esiste una cura certa, o che sono curabili in associazione ad altre terapie o integrazioni.


Naturalmente molte di queste patologie non sono da addebitare alla sola carenza di vitamina D quando non unicamente responsabile, ma in ogni caso riportarne in alto i livelli non potrà che regalare enormi benefici.


Come ad esempio:


- inversione del rachitismo


- inversione di asma e disturbi respiratori nei neonati e negli adulti


- eliminazioni dei dolori ossei e muscolari


- eliminazione/riduzione della sindrome premestruale


- eliminazione/riduzione della dismenorrea


- regolazione del ciclo mestruale


- riduzione dellovaio policistico (soprattutto abbassando la prolattina)


- eliminazione delle cisti ovariche (soprattutto abbassando la prolattina)


- aumento del testosterone


- regressione dellimpotenza


- regressione della frigidità


- inversione del sovrappeso (in associazione a nutrizione adeguata ed esercizio fisico)


- inversione dellobesità (in associazione a nutrizione adeguata ed esercizio fisico)


- riduzione degli infortuni ossei e muscolari


-
riduzione di paramorfismi e dismorfismi muscolo-scheletrici (iperlordosi, ipercifosi, scoliosi)


- aumento della densità ossea


- aumento della densità muscolare


- aumento della forza muscolare


- efficace contrasto di osteopenia e osteoporosi


- riduzione/eliminazione dellinsulino-resistenza


- controllo dello stato diabetico e pre-diabetico


- miglioramento delle funzioni cognitive


- riduzione/eliminazione dei disturbi del sonno


- riduzione/eliminazione della depressione


- riduzione/eliminazione dellansia


- riduzione/eliminazione degli attacchi di panico


- riduzione/eliminazione della demenza


- riduzione/eliminazione della schizofrenia


- protezione totale del sistema immunitario


- eliminazione/riduzione della Sindrome da Stanchezza Cronica


- riduzione/eliminazione della debolezza muscolare


- riduzione/eliminazione degli infortuni muscolari


- riduzione dei tempi di recupero post intervento chirurgico, in particolare al ginocchio


- eliminazione dei disturbi intestinali


- riduzione/eliminazione delle malattie dellintestino


- inversione delle malattie paradontali e dei problemi legati ai denti


- eliminazione/riduzione delle malattie del fegato


- riduzione/eliminazione delle malattie renali


- eliminazione dellipertensione arteriosa


- riduzione/eliminazione del rischio di ictus


- riduzione/eliminazione del rischio di cardiopatia


-
riduzione/eliminazione del rischio di malattie autoimmuni e degenerative (Fibromialgia, Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Morbo di Crohn, Artrite Reumatoide)


- riduzione e controllo d
ei sintomi già conclamati nelle patologie autoimmuni e degenerative


- prevenzione e contrasto dei tumori.


E per finire il paragrafo ecco uno scandaletto brevissimo ma di quelli come si deve:

l’integrazione di vitamina D nei bambini migliora tutte le funzioni immunitarie limitando la presunta necessità di vaccini.

Il miglior vaccino che si può fornire a qualsiasi bambino sano è il mantenimento di adeguati livelli di vitamina D, che arricchiscono il suo sistema immunitario di elevate proprietà antimicrobiche e immunostimolanti.

Segui subito questo consiglio, e sarà molto più difficile che vedrai ancora il tuo bambino ammalarsi come tutti gli altri.

Invece, secondo i dati OMS lItalia è attualmente il paese con più tumori infantili al mondo.


Certo, si tratta di un corredo genetico con il quale il bambino nasce, visto che non fa in tempo a venir fuori che già è pieno di ormoni, farmaci, fitofarmaci, metalli pesanti, simil-estrogeni, polveri sottili.


Però se invece di glorificate come entità divine alcune delle probabili cause scatenanti (i vaccini) ci preoccupassimo di dare priorità a un fattore protettivo così potente, forse primeggeremmo in classifiche migliori.


Anche perché la vit. D è da mantenere a elevati livelli a partire dalla madre in gravidanza, cosa a cui pochi sembrano pensare.


COME INTERVENIRE?


Per assicurarti una produzione di vitamina adeguata, nel momento in cui la stagione lo permette dovresti esporre ogni giorno al sole almeno il 40% del tuo corpo, e per almeno 15-20 minuti senza luso di creme solari.


Ciò può funzionare se fronteggi correttamente le malattie tiroidee che probabilmente attanagliano circa il 98% del mondo (lo so, tu non le hai perché te lha detto il medico, ma ne parliamo unaltra volta), altrimenti le attività di fegato e reni risulteranno insufficienti a sintetizzare la forma attiva di vitamina D.


È solo unipotesi, ma ben plausibile, dato che una tiroide non perfettamente a norma ripercuote la propria attività su organi e tessuti fra i quali fegato e reni, i quali non possono offrire un funzionamento ottimale nei confronti della sintesi di calciferolo in forma attiva.


Un
altra ipotesi concreta riguarda laumento costante dellinquinamento ambientale a causa dei gas serra prodotti dalle attività umane, che ridurrebbero lassorbimento cutaneo delle radiazioni solari.


Ma durante la stagione estiva è comunque opportuno esporsi integralmente (in costume da bagno) per 5-20 minuti al giorno fra le ore 10 e le ore 15 (fascia a maggior densità di raggi UVB rispetto agli UVA) senza filtri solari, che si possono eventualmente applicare dopo lesposizione, soprattutto per chi ha pelli più chiare e sensibili.


Il tempo di esposizione solare è determinato da una leggera abbronzatura che sopraggiunge durante quei pochi minuti, variabili a seconda del tipo di pelle, che permettono di ottenere mediamente 10.000-20.000 UI (250-500 mcg, dipende dalla costituzione corporea) di vit. D sufficienti a mantenere una scorta ematica per 12-17 giorni (Assunzione Adeguata: 10 mcg al giorno dai 6 ai 12 mesi di età; Assunzione Raccomandata per la Popolazione: 15 mcg al giorno dai 12 mesi ai 74 anni di età, 20 mcg al giorno oltre ai 74 anni di età).


Inutile stare sotto al sole per ore, perché oltre a questa dose la tua sintesi va in saturazione e non produci altra vitamina D, per cui è conveniente esporti poco (considerando gli effetti avversi di unesposizione eccessiva) ma per più giorni possibili.


Facciamo un calcolo: esponendoti integralmente al sole fra le 10 e le 15 per 5-20 minuti nellarco di 15-20 giorni durante lestate, dovresti accumulare vitamina D sufficiente per coprire almeno 6-11 mesi, mentre i restanti 1-6 mesi li compenseresti attraverso esposizioni minori.


Ma questi miei calcoli sono basati sulle raccomandazioni dalla SINU, che in tema di vit. D probabilmente sono tutto tranne che adeguate.


Anche il National Institute of Medicine (IOM) consiglia allincirca le stesse dosi, ma sotto forma di supplementazione oltre allesposizione solare: 600 UI al giorno (adulti, gravidanza e allattamento) di vit. D a soggetti fino a 70 anni, 800 UI al giorno a soggetti con più di 70 anni, mentre i bambini e i ragazzi da 0 a 18 anni devono assumere da 400 a 600 UI al giorno.


Invece, secondo la Endocrine Society ANCHE i dosaggi proposti dallo IOM sono insufficienti, e non garantiscono il mantenimento di livelli ematici adeguati, necessari a contrastare le malattie più comuni, fra cui vari tipi di cancro che si possono prevenire efficacemente grazie a supplementazioni di vitamina D ben superiori a quelle espresse dai dati IOM.


Vediamoli:


Neonati, bambini, adulti, anziani

da 6 a 12 mesi: 400-1000 UI/die

da 1 a 18 anni: 600-1000 UI/die

da 19 a 70 anni: 1500-2000 UI/die

oltre 70 anni: 1500-2000 UI/die

 

Gravidanza e allattamento

da 14 a 18 anni: 600-1000 UI/die

da 19 a 50 anni: 1500-2000 UI/die


Questi dosaggi si possono considerare corretti in presenza di livelli ottimali di vit. D (che come detto corrispondono a + 50 ng/ml per la popolazione generale, e + 75 ng/ml per gli atleti, per i malati affetti da malattie autoimmuni, e per altre malattie).


In caso di carenza, per lintegrazione si può fare riferimento ai dosaggi massimi considerati sicuri, che secondo la stessa Endocrine Society corrispondono a:


- 2000-4000 UI per i neonati, i bambini e i ragazzi dai 0 ai 18 anni

- 10.000 UI per le donne in allattamento e in gravidanza dai 14 anni in su, per gli adulti dai 19 ai 70 anni, e per gli anziani oltre ai 70 anni


Quando si riscontra una carenza è naturalmente consigliato rivolgersi a un buon medico che dovrà decidere la posologia secondo tempi e dosi, purché corrispondenti a quelle ottimali.


Altrimenti cambia medico.


Se tu sei fra quelli contrari allintegrazione a ogni costo perché “tanto ci pensa la natura”, sappi che al fine di evitare problemi quasi certi, la supplementazione è vivamente e particolarmente consigliata almeno nei neonati e nei bambini dai 6 mesi ai 5 anni, negli adulti in età superiore ai 65 anni, e in chiunque non si espone abbastanza al sole.


Alla condizione attuale non possiamo più appellarci al concetto di “natura”. Ma se tu sei in perfetta salute, vivi tutto lanno allaperto, e con la sola esposizione solare riesci a mantenere i livelli ematici ideali, tanto di guadagnato.


Se invece sei un atleta oppure un soggetto con una particolare patologia, sarebbe bene per te cercare di mantenere i 75-80 ng/ml ematici: in assenza di stati carenziali devi supplementare 5000 UI al giorno, mentre in caso contrario hai anche tu bisogno di valutare unintegrazione adeguata che probabilmente dovrà corrispondere a 10.000 UI, da assumere per un periodo necessario al decorso della tua carenza.

 

CONCLUSIONE


Come sempre non ti sto proponendo
unasoluzione miracolosa di indiscussa veridicità”.


Non devi credere a me.


Come ogni altra volta ti invito a valutare queste informazioni
nel complesso di uno stile di vita sano, e ti esorto a svolgere in modo indipendente le verifiche in merito.


Perché d
evi credere alle evidenze più plausibili, quelle che permettono a te di raggiungere RISULTATI CONCRETI.


I
l resto sono chiacchiere.


PS: se ti interessano degli approfondimenti ti invito a leggere anche larticolo di Scientific Training del dott. Andrea Rizzo dal quale ho preso alcuni dati, e che contiene una marea di informazioni aggiuntive. http://www.scientific-training.it/la-vitamina-d/


PPS: sempre più evidenze sostengono la necessità di associare la vit. D3 all’integrazione di vit. K2. Leggi qui.

Please follow and like us:
0

Commenti

commenti

Commenti

    Lucrezia

    (19 maggio 2018 - 7:13)

    Volevo sapere quale vitamina d. È consigliabile usare che non sia chimica…

    Marilu

    (17 maggio 2018 - 16:05)

    Il minimo per la vitamina di 3 e’ di 60 NG, Massimo 100 ng la migliore molecola e” il DIDROGYL perché è una molecola attiva rispetto al di base , ne bastano otto gocce dopo colazione per tre mesi poi rifare la di tre sul sangue che si deve stabilire su 80 100 Per le malattie autoimmuni 70 per tutte le altre

    Titty

    (13 agosto 2017 - 0:01)

    Buonasera
    A quale specialista bisogna rivolgersi se si ha una carenza di vitamina d? Mio figlio di 10 anni ha il valore di vitamina d a 5 ng/ml…….valori di riferimento <10 carenza

      Gianfranco

      (13 agosto 2017 - 17:03)

      Il teoria al proprio pediatra, sperando in bene. Con un valore del genere è necessaria una bella assunzione giornaliera, per esempio 4000 UI x 3 mesi, assieme a 400 mcg di vitamina K2 MK7, sempre per 3 mesi.

    Gianfranco

    (28 dicembre 2016 - 1:55)

    Sempre maggiori evidenze sostengono la tesi che all’assunzione di vit. D bisogna associare la vit. K2 MK7.

    Per quando si è detto finora, questa associazione va fatta quando si assume anche un integratore di calcio, dato che la K2 è un trasportatore che permette di portarlo nelle ossa senza calcificare in arterie coronariche, reni, e milza.

    Ma anche in presenza di anticoagulanti (che impediscono l’azione della vit. K1, coagulante, e quindi la conversione in K2) e di antibiotici, oppure con particolari patologie gastrointestinali, o scarsa assunzioni di vegetali a foglia verde.

    Se in mancanza di tutto ciò molti ritenevano sicuri dosaggi di vit. D3 fino a 10.000 UI al giorno, per sicurezza sarebbe opportuno associare alla vit. D anche la vit. K2, in particolare la MK7, che a differenza delle altre vit. K2 MK ha un’emivita più prolungata (tre giorni), e può a questo scopo garantire maggior sicurezza. Probabilmente non ci sono ancora particolari dosaggi consigliati, ma per sicurezza si possono assumere 500 mcg di vt. K2 per 5.000 UI di vit. D3, e 1000 mcg di vit. K2 associate a 10.000 UI di vit. D3.

    Come prodotto posso consigliare questo, buono come qualità-prezzo http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ebay.it%2Fitm%2FVitamin-K2-MK-7-500mcg-Tablets-High-Strength-Menaquinone-MK7-Natto-Bone-Support-%2F221846631394%3Fvar%26hash%3Ditem33a716f3e2%253Am%253AmUKEW8bcYyMLOG4EbcrW0gA&h=3AQExON8P

    Loriana

    (19 aprile 2016 - 15:11)

    Grazie, io sono in carenza e il mio medico mi ha prescritto Annister 25000 U.I una volta al mese per 6 mesi. Potresti consigliarmi un buon prodotto naturale?

      Gianfranco Longo

      (19 aprile 2016 - 20:27)

      Questo: http://shop.lastrega.com/vitamine-a-d-e/vvitamina-d3-5000-da-funghi-vegano

      E’ da 5000 UI e puoi prendere due pastiglie al giorno per un periodo che dipende dalla carenza. Mi dici a quanto ce l’hai?

      Ma per adesso puoi finire l’Annister e prenderne 3 alla settimana, a meno che non sia una carenza proprio grave per la quale sarebbe meglio aumentare la dose almeno per i primi tempi.

        Loriana

        (19 aprile 2016 - 21:44)

        13,7 ng/ml. Grazie magari finisco di prendere annister (se non ci sono controindicazioni con la gravidanza) e poi passerò a questo.

          Gianfranco Longo

          (19 aprile 2016 - 22:01)

          Bene, allora 3 alla settimana da 25.000, e quando finisce puoi andare sull’altro con 10.000 al giorno fino a 3 mesi, dopodiché dovresti arrivare a un livello ematico superiore ai 50 ng/ml, e puoi abbassare il dosaggio a 2-3 cps settimanali da 5000 UI.

          Tienimi informato Loriana, e auguri! 🙂

            Loriana

            (19 aprile 2016 - 22:18)

            Grazie

    Loriana

    (19 aprile 2016 - 13:05)

    Articolo interessante.
    Domanda: In gravidanza si può prendere l’integratore di vit d?

      Gianfranco Longo

      (19 aprile 2016 - 13:21)

      Ciao, in gravidanza è consigliabile integrare la stessa dose consigliata anche negli altri stadi del ciclo vitale: da 19 a 50 anni 1500-2000 UI al giorno.

      Se invece c’è carenza si possono integrare 10.000 UI fino al decorso della carenza stessa, e poi 1500-2000.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *