Non bevo, non fumo, non mangio grassi animali. E ho la STEATOSI EPATICA

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No, adesso non fare come al solito che ti allarmi per ogni cosa che leggi su internet. E nemmeno il contrario, perché non è che se ti ammazzi di alcol, sigarette e bistecche ti metti al sicuro.

 

Però ho scritto questo titolo per dirti che in alcuni casi certe malattie non dipendono dalle cause generalmente rappresentate.

 

La steatosi epatica è un problema determinato da una eccessiva produzione di grasso da parte del fegato, ed è appunto comunemente conosciuta come la malattia del fegato grasso”.

 

Le cause solitamente indiziate vengono generate dalleccessivo consumo di fumo, alcol, grassi animali, inattività fisica. Un mix di cattive abitudini il cui rischio aumenta esponenzialmente quando a ciò si uniscono problematiche endocrine e/o predisposizioni genetiche.

 

Ma questo non basta. Potresti anche essere esente da tutto ciò e vederti un giorno prescrivere la metformina, farmaco adatto a ridurre i grassi epatici e indicato nelle patologie pre-diabetiche.

 

Che cosa sarà successo?

 

Se stai assumendo gastroprotettori e antiacidi vari, o se in passato li hai per lungo tempo assunti, hai regalato laccesso del tuo intestino a batteri patogeni che in genere vengono distrutti dalle secrezioni acide, le quali svolgono un perfetto lavoro di sterilizzazione a supporto del sistema immunitario.

 

Ma senza lazione protettiva dellacidità, ecco che questi batteri riescono a popolare il tuo intestino.

 

Alcuni di essi sono eterofementanti, e in presenza dellenzima fruttosio-1-6-fosfato-idrolasi producono solamente anidride carbonica e acido lattico.

 

Ma se manca questo enzima i batteri fabbricano anche alcol etilico, creando nel lungo termine problemi epatici simili a quelli di un alcolista.

 

E come qualsiasi altro tipo di ceppo batterico che invade un intestino, anche questi si colonizzano velocemente per continuare a svolgere la propria azione.

 

Che cosa fare? Naturalmente non esiste una soluzione per risolvere “localmente” il problema. Infatti da quello che avrai capito non basta prendere un “farmaco per il fegato” e tutto si risolve, perché il problema non parte da .

 

Se la steatosi è di origine batterica, anche la soluzione principale da adottare dovrà essere di origine batterica.

 

Perché i batteri mutano velocemente per adattarsi alle condizioni avverse. Per esempio, quando assumi un antibiotico distruggi buona parte di questi batteri, ma il messaggio che viene veicolato ai suoi simili è quello di mutare velocemente per rendersi immuni al farmaco.

 

Così si crea lantibiotico-resistenza. E lantibiotico, costituito da miceti (funghi), non muta perché ciò non è fra le sue caratteristiche, rendendosi inutile allo scopo ma dannoso per le funzioni gastriche che pregiudica.

 

Proprio per questo motivo, se nel corso dei decenni alcune malattie sono sparite, ne sono nate innumerevoli altre che gli antibiotici continuano a far moltiplicare senza sosta.

 

E gli antibiotici li assumi costantemente anche tu, ogni giorno, a tua stessa insaputa perché li trovi in traccia nelle varie forme di cibi di origine animale come carne, latte, uova, formaggi, pesce, affettati vari.

 

Infatti questi farmaci vengono utilizzati come profilassi nelle costanti cure degli animali di allevamento, necessarie a causa delle condizioni avverse in cui questi animali vivono.

 

Ma gli antibiotici sono anche presenti allinterno dei mangimi somministrati agli stessi animali in quanto necessari a garantirne la durata. In tal modo vengono da loro costantemente assunti, e anche questi batteri acquisiscono a loro volta antibiotico-resistenza.

 

Così un giorno ti ritrovi ad assumere gastroprotettori per “proteggerti” dal farmaco che dovrebbe salvarti, il quale serve a proteggerti da antibiotici che non hai nemmeno deciso di prendere. E giusto per darti unidea della grandezza del problema, tu le tracce di antibiotici le assumi da prima della nascita, aumentando nel corso degli anni la predisposizione a malattie quali lobesità (gli antibiotici sono infatti fra le prime sostanze “obesogene” che assumiamo in vita), il diabete, le malattie cardiovascolari.

 

Non per questo sono tutti obesi, cardiopatici e diabetici, visto che a incidere ci sono anche tanti altri fattori.

 

Ma giusto per tornare al tema originale di questo articolo, se la causa della steatosi (in questo caso alcolica) è batterica, la cura principale è un “reset” delle colonie batteriche che ti stanno aggredendo.

 

Quindi devi prima ridurre queste colonie e successivamente ripopolare i tuoi tratti intestinali con batteri adeguati.

 

Perché a differenza degli antibiotici, solo i batteri possono fronteggiare altri batteri, in quanto rispondono alla mutazione con unaltra mutazione.

 

E i batteri “buoni” sono indispensabili alla protezione e alla salute di tutto il tuo (e il mio) organismo.

 

Per questo motivo miliardi sono i batteri presenti nellintestino che ti permettono di vivere. Un intestino “sterile” non potrebbe sopravvivere perché ha bisogno della presenza di innumerevoli forme di vita che abitano al suo interno e svolgono funzioni fondamentali.

 

È per ciò necessaria una cura “probiotica” che riduca queste colonie per ripopolarle correttamente.

 

Ma tu non puoi agire a caso, e la maggior parte dei prodotti commerciali che troverai sul mercato sono inefficaci.

 

Ma questo te lo spiego dopo. Per adesso ti dico che cosa devi fare.

 

Innanzitutto ti servono due tipi specifici di batteri definiti “pulitori”: lenterococco faecium, e il saccaromyces boulardi.

 

Si tratta di due specie batteriche non-probiotiche indispensabili per eliminare i patogeni e ridurre tutte le colonie batteriche. Per questo motivo devono essere assunti per breve tempo, 1-2 giorni secondo le indicazioni mediche.

 

Il passo successivo sarà quello di colonizzare l’intestino tenue, il cui compito spetta ai bifidobatteri. Il tenue è il loro terreno, e nel primo trattamento non devono essere associati ad altro tipo di ceppo.

 

Fatto questo è il momento per colonizzare il colon. A questo punto è necessario assumere dei lattobacilli, quali andranno direttamente lì.

 

Nei giorni successivi sarà possibile assumere bifidobatteri e lattobacilli insieme.

 

Quindi:

 

1) assumere enterococco faecium e saccaromyces boulardi

 

2) assumere bifidobatteri

 

3) assumere lattobacilli

 

4) assumere bifidobatteri e lattobacilli insieme

 

Naturalmente le dosi e i tempi di assunzione sono totalmente soggettivi e dipendono dalla reale entità del problema. Lasciamo quindi a un medico esperto la facoltà di decidere la corretta posologia.

 

Ma fatto questo si può proseguire la cura secondo il tipo e il livello del problema accusato. E probabilmente si potrà fare a meno di assumere metformina o altri farmaci, o al massimo si potranno assumere per un periodo limitatissimo.

 

Ma prima ti avevo accennato al discorso dei prodotti commerciali, dicendoti che buona parte di questi non sono affidabili.

 

Infatti un buon probiotico non deve contenere altro che i ceppi batterici e basta, e deve rispondere a specifiche caratteristiche. Pertanto:

 

1) lascia perdere quei prodotti che contengono lattosio e lievito (per chiarire: i lattobacilli non hanno nulla a che fare con il latte e con il lattosio)

 

2) acquista solamente quei prodotti che garantiscono la preparazione a freddo. I batteri sono sensibili alle temperature e allumidità, e molti dei prodotti commerciali contengono ZERO batteri appena vanno sul mercato

 

3) acquista solamente probiotici che garantiscono almeno un miliardo di cellule vive entro la scadenza. Puoi trovare prodotti con ben oltre i 10 miliardi di cellule vive, ma per essere efficaci è necessario che diano per certa la presenza di almeno 1.000.000.000 di batteri vivi entro il termine. Fra laltro sarebbe una norma di legge, ma molto spesso non si riesce a rispettarla perché si tratta di un processo produttivo estremamente difficoltoso.

 

Ma quando scegli i tuoi prodotti tieni conto di questi dati: i bifidobatteri si dimezzano di numero ogni circa 3 mesi, mentre tutti gli altri batteri ogni circa 6-7 mesi. Controlla quindi la data di produzione e partendo dal numero totale che leggi in confezione fai un rapido calcolo per cercare di capire quanti potrebbero rimanerne per il tuo ciclo di assunzione.

 

Sì lo so che non è facile, ma in questo modo ti avvicini a un prodotto decisamente più utile rispetto allacquisto casuale. Dopo lapertura sistema il contenitore in frigorifero.

 

Ultima nota. Negli ultimi anni è crescente il numero di persone che non vogliono assumere ingredienti di origine animale. Se sei fra questi evita prodotti che recano in etichetta la scritta “gelatina alimentare”, perché in questo caso la capsula è di derivazione animale.

 

Le capsule invece contrassegnate dalla scritta “idrossipropilmetilcellulosa”, “cellulosa microcristallina”, o simili, posseggono un rivestimento di origine vegetale.

 

 

FONTE: quasi tutti i dati provengono da stralci di interviste al dott. Luciano Lozio avvenute durante la trasmissione Medicina Amica su Telecolor.

 

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Gianfranco Longo Autore

Sono un blogger, mi occupo di educazione alimentare e motoria grazie a formazione e aggiornamento continui come Educatore Alimentare e Personal Trainer. Fra le altre fonti di apprendimento, attraverso l'istruzione libera offerta dalle università (MOOC), costantemente aggiungo conoscenze in ambito di patologia generale relative alla Psico-Neuro-Endocrinoimmunologia (PNEI), scienza dell’equilibrio dei meccanismi organici che riguardano principalmente il sistema endocrino e quello microbico.

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