Lo speciale salvavita ANTICARDIOPATIA e ANTICANCRO che il tuo medico di base continua a IGNORARE

 

Sembra assolutamente incredibile, ma certi gruppi di malattie rappresentanti la prime cause di mortalità nel mondo potrebbero immediatamente ridimensionarsi grazie alla semplice assunzione giornaliera di una vitamina.


Non sto parlando di una soluzione che si dimostra miracolosa anche con qualsiasi malsano stile di vita, ma di un supporto che associato alle moderne tecnologie del benessere promette di aumentare la tua aspettativa di vita e il tuo livello di salute.


Qualcosa che oltre a evitare processi infiammatori e formazione di placche aterosclerotiche all’interno dei tuoi vasi sanguigni, può eliminare anche infiammazioni e placche già presenti.


Eh sì. Perché anche se credi di esserne esente, sappi che ognuno di noi accumula queste calcificazioni all’interno di arterie, vene e vasi capillari a partire dei 10-20 anni di età, con il rischio in età adulta di subire quelle prime avvisaglie di malattie che con un minimo di attenzione sarebbero facilmente evitabili.


Secondo il dr. Cees Vermeer, questo composto vitaminico potrebbe in futuro diventare, in termini d’importanza, “la nuova vitamina D”.


E il dr. Vermeer lo sa bene, visto che si occupa di studiarla dal 1975, perché è uno dei maggiori studiosi al mondo di
VITAMINA K2 (Menachinone).


Si tratta di una vitamina di origine batterica derivante dalla K1 (Fillochinone, presente in oli vegetali, broccoli, cavoli, spezie, verdure a foglia verde in generale), conosciuta essenzialmente per il suo ruolo sulla coagulazione in quanto attiva le proteine coagulanti.


La vitamina K1 viene convertita in varie forme di vitamina K2, le quali posseggono specifiche e importanti funzioni biochimiche.

In generale, la vitamina K2 è un vero e proprio trasportatore del calcio che svolge un ruolo vitale. Conduce il calcio nelle ossa e nei denti evitandogli di depositarsi soprattutto in arterie coronariche, milza, reni, e in altri tessuti molli.

Ma non solo.


Grazie all’attivazione di una specifica proteina, la periostina (conosciuta anche come Matrix Gla Protein – MGP), la calcificazione negli endoteli vasali e nei tessuti molli viene INIBITA, permettendo di mantenere la necessaria elasticità venosa e arteriosa scongiurando così pericolosissime placche sclerotiche che impediscono la vasodilatazione riducendo il lume vasale (in pratica, lo spazio necessario al passaggio del sangue), conseguendo aumento della pressione sanguigna e potenziale rottura delle pareti vasali.

 

Da studi sulla sclerosi delle pareti arteriose si è potuto notare che questa calcificazione si comporta similmente a quella che agisce sul tessuto osseo, irrigidendole al pari del materiale scheletrico, quando al contrario ogni tipo di vaso sanguigno deve assolutamente restare elastico al fine di garantire un corretto afflusso del torrente ematico.


Ma la vitamina K2 oltre a prevenire e impedire le placche delle calcificazioni, può anche
ELIMINARE le placche già presenti.


Più gli studi scientifici progrediscono, più ci si rende conto dell’ampio spettro funzionale e terapeutico di questa indispensabile vitamina.


RUOLI E VANTAGGI DELLA VIT. K2


migliora l’efficienza del calcio osseo (viene definita “calcio-regolatrice”, dato che si tratta di un trasportatore del calcio);


impedisce l’afflusso del calcio nelle arterie coronariche, nelle pareti vasali in generale, e nei tessuti molli in generale;


produce azione anti-emorragica (attraverso attivazione delle proteine coagulanti);


previene ictus e trombosi;


previene e cura l’ipertensione arteriosa;


previene e inverte le calcolosi renali;


previene e cura osteopenia e osteoporosi (che più che essere causate da carenza di calcio, sono legate a deficienza di vit. D e vit. K2);


previene e cura le paradontosi (legate a disbiosi del microbiota orale e alla deficienza delle vit. D e K2);


previene e cura disturbi cardiaci in generale (in associazione alle terapie);


previene e cura le vene varicose;


previene e cura demenza e problemi al cervello;


produce rallentamento del processo di invecchiamento;


produce miglioramento della memoria;


produce miglioramento delle funzioni nervose (tramite attività neurotrofica sui neuroni dell’ippocampo);


produce azione anti-neoplastica: in sinergie alle altre terapie può prevenire e curare vari tipi di cancro (seno, prostata, polmone, leucemia, mieloma);


può prevenire e invertire (in associazione alle terapie) due specifiche forme aggressive di cancro al seno: TNBC e HER2 +;


migliora il tessuto osseo in generale (e di conseguenza quello muscolare) indipendentemente dall’assunzione di calcio;


rinforza e ripara le cartilagini;


inibisce l’insulinoresistenza;


è da utilizzare nel trattamento del diabete di tipo II;


migliora la funzionalità epatica;


inverte l’artrosi degenerativa;


inverte la spondiloartrosi;


previene e cura il crollo vertebrale;


produce azione antistress con conseguente effetto antinfiammatorio e inibitorio delle patologie conseguenti;


produce azione antinfiammatoria contro le patologie neurodegenerative, soprattutto artrite reumatoide, fibrosi cistica, sclerosi multipla;


produce azione energetica (partecipa alle funzioni mitocondriali);


migliora l’aspetto e l’elasticità del tessuto cutaneo (mediante stimolazione del collagene, soprattutto ad uso topico, anche a livello palpebrale);


migliora la fertilità maschile;


indicato anche in gravidanza, sia per la corretta formazione del feto e per la funzione anti-emorragica, che per la salute della gestante.


E QUINDI?


Se a produrre vit. K2 ci pensa il nostro microbiota (la flora batterica) attraverso la conversione della K1, qual è allora il problema?


Il problema è che sul nostro microbiota incombe la continua modificazione dettata dal moderno ambiente patogeno, il quale produce varie disfunzioni e squilibrio delle colonie batteriche abitanti i nostri tratti intestinali (e non solo quelli).


E l’alimentazione? Pochi seguono un corretto regime alimentare (di stili alimentari corretti ce ne sono diversi, e molto più semplici di quelli disordinati e patogeni adottati in massa) e per questo motivo la dieta giornaliera è la prima delle cause disfunzionali che grava sul nostro microbiota, dovendo necessariamente citare anche l’uso di pesticidi, metalli, ormoni, antibiotici, antiparassitari che troviamo all’interno degli stessi alimenti ogni giorno da noi consumati.


Se a questa conta sommiamo anche l’uso scorretto di farmaci che largamente grava sulla stragrande maggioranza del mondo umano, potrai forse immaginare che la situazione del nostro povero microbiota non è così idilliaca.


E del microbiota fanno parte quei GRAM negativi fra cui un tipo di Escherichia coli (ce ne sono 171 specie) che si occupa di convertire la vit. K1 in vit. K2.


Dopo una veloce valutazione di quanto ho finora scritto, capirai che se le calcificazioni alle arterie possono cominciare a formarsi anche dall’età di 10 anni, la vitamina K2 è da integrare a partire almeno da quella età, se non prima.


Ma quale vitamina K2? La miglior forma attiva è un Menachinone a catena lunga, la MK-7, che garantisce miglior attività biologica e maggior emivita (3 giorni) rispetto alle vit. K2 a catena più corta come la MK-4 (emivita 1 ora) presente in cibi di derivazione animale quali latticini, uova e carne, e la già citata vit. K1 che ha bisogno di ottenere la conversione batterica.


Per acquisire un’attività simile a quella prodotta da 200 mcg di MK-7, l’assunzione giornaliera di MK-4 dovrebbe essere pari a 45.000 mcg, invalidando i vantaggi della vit. K2 a causa dalle grandi quantità di proteine e grassi animali da ingerire ogni giorno.


La MK-7 è invece accessibile attraverso formaggi fermentati e soprattutto nei semi di soia fermentati sotto forma di “natto” (un cibo giapponese) il quale apporta 200 mcg per ogni 15 g di alimento, mentre 100 g di formaggi fermentati ne forniscono 45 mcg circa.


Secondo il dr. Vermeer sono sufficienti fra i 45 e i 185 mcg di K2 MK-7 al giorno, quindi mangiando 15 g di natto al giorno questo fabbisogno verrebbe soddisfatto pienamente.


Dovendo pertanto escludere di consigliare il consumo di 100-450 al giorno g di formaggio, dato che sempre più studi ne dimostrano attività disfunzionali, è bene dare una maggior importanza al natto giapponese.


Peccato che in Italia il natto non è molto diffuso, e che a differenza del Giappone qui è abbastanza costoso. L’unico che ho trovato nei negozi biologici costa circa 7 € per una confezione da 250 g, cioè 28 € al kg.


Nulla di impraticabile, per carità, e dopo le prime 2-3 volte il particolare sapore del natto diventa accettabile. Puoi anche autoprodurlo dato che in rete trovi semplici ricette, ti basta procurarti semi di soia biologici e il microrganismo che li fermenta, il Bacillus subtilis, acquistandolo con l’apposito starter.


Ma la soluzione più semplice ed economica è quella di fornirti di un buon integratore e non pensarci più.


Anche perché la dose “normale” descrive una situazione teorica. A differenza delle poche persone che hanno avuto l’opportunità di informarsi e di correre subito ai ripari, di individui esenti dal problema delle calcificazioni probabilmente non ne troveremo molti.


E visti i concreti problemi di conversione da K1 a K2, la poca vitamina D che riusciamo a produrre attraverso l’esposizione solare (la maggior fonte di vit. D) può nel tempo creare micro-calcificazioni, istigandoci a pensare che la nostra situazione attuale potrebbe già non rappresentare più la migliore possibile, e che rischieremo di accorgerci di una patologia quando ce la diagnosticheranno al pronto soccorso, dato che prima di allora sarà asintomatica se non con piccole avvisaglie che quasi sempre vengono da tutti ignorate.


Ma come forse hai già avuto modo di leggere, anche
la vit. D va integrata, e ad essa è necessario associare proprio la vit. K2 MK-7.


RAPPORTO VIT. D3 – VIT. K2 MK-7


In letteratura non esistono ancora particolari informazioni sui dosaggi, e anche fra gli esperti c’è totale disaccordo:


alcuni sostengono che la K2 è da prendere solo se si assumono calcio e vit. D3 insieme;


altri affermano che è necessario assumere la vit. K2 anche in simbiosi alla sola vit. D, ma solo con iperdosaggio di quest’ultima. Per esempio, l’associazione K2-D3 non sarebbe necessaria quando si integrano dosi di vit. D3 fino a 10.000 UI al giorno (lo dice addirittura il dott. Coimbra, inventore dell’omonimo protocollo contro le malattie autoimmuni e neurodegenerative);


secondo il dott. Vermeer sarebbe meglio assumere K2 e D3 insieme anche a dosi di mantenimento (che possiamo identificare in 200 mcg di K2 con 1500-2500-5000 UI di vit. D3).


In caso di carenze di vit. D, o per la necessità di rispettare specifici fabbisogni (gravidanza, atleti, malattie autoimmuni, malattie neurodegenerative, etc.), un soddisfacente rapporto nel dosaggio K2-D3 è 1-10, cioè si può stare tranquilli assumendo 100 mcg di vit. K2 MK-7 per ogni 1.000 UI di vit. D3.


In ogni caso, essendo la vit. K2 un composto indispensabile, il problema se assumerla o no con la vit. D3 non si pone. La K2 è da assumere comunque.


Essendo sia la D3 che la K2 vitamine LIPOSOLUBILI, si può migliorarne l’assorbimento facendone uso durante pasti con presenza di cibi grassi. Ma potresti benissimo assumere le due vitamine ingurgitando direttamente 1 bel cucchiaio di olio extravergine d’oliva (EVO), che ne moltiplicherebbe gli effetti antiossidanti e i benefici al fegato, dato che è ricco di acido oleico, interessantissimo per il corretto funzionamento epatico.


Naturalmente sto parlando di vero EVO, non certo quello da 2,50 € del discount che dovrebbe per legge cambiare nome o essere eliminato dagli scaffali.


Anche se la vit. D3 e la vit. K2 MK-7 hanno emivita diversa (24 ore la D3, 3 giorni la K2 MK-7) è preferibile assumerle insieme perché in questo modo potenziano i reciproci effetti biologici.


Ma in generale, la K2 non è la vice-D3 e andrebbe presa indipendentemente dall’assunzione di quest’ultima (che per i motivi descritti qui, la vit. D3 va assolutamente integrata/supplementata).


QUELLO CHE TI DIRÀ IL MEDICO MEDIO


Non potevi sperare di andare da un qualunque medico e trovarlo felicemente d’accordo, e sarai fortunato se di vit. K non ne sa nulla (come la maggior parte dei medici), perché in caso contrario ti potrebbe dire che la supplementazione di vit. K2 è
pericolosa!


Per quale motivo?


Perché la K2 attiva le proteine della coagulazione, e una dose “eccessiva” di K2 nel sangue potrebbe dar luogo a ipercoagulazione calcificandoti le arterie e mandandoti in trombosi.


In realtà non è così.


Con meno di 200 mcg di vit. K2, le proteine della coagulazione sono già sature. Vuol dire che anche se assumi 1.000 o 10.000 mcg di K2, il tuo sangue non può coagulare più del suo massimo disponibile, perché non è biologicamente possibile e pertanto non rischi nessun tipo di effetto trombotico.


Al contrario, ottenere il massimo della coagulazione permette al tuo sistema riparatorio di sfruttare la massima efficienza immunitaria, non certo di avere rischi teorici che di scientifico non hanno nulla.


CONTROINDICAZIONI


L’unica controindicazione reale è l’assunzione di vit. K2 in pazienti in cura con
anticoagulanti.


Ma la soluzione che il medico dovrebbe adottare non è certo il vietare l’assunzione di vit. K2, o addirittura il divieto di consumare cibi a foglia verde (fonte di vit. K1) come spesso accade.


Al contrario, è necessario regolare i dosaggi per consentire un regolare tempo di protrombina che è da monitorare regolarmente, dato che una supplementazione di vit. K2 può determinante una corretta regolazione del calcio, al contrario invertita proprio dagli effetti avversi del farmaco.


Infatti gli anticoagulanti possono incrementare le calcificazioni aterosclerotiche eliminate dalla vit. K2, e aumentare il rischio di osteoporosi incentivando la decalcificazione ossea.


Sta quindi al medico stabilire, e nel tempo correggere, il corretto rapporto fra il farmaco anticoagulante e la dose di vit. K2.


Per il resto, l’assunzione di vit. K2 non produce effetti tossici in nessuna fase del ciclo vitale (dalla gravidanza alla senilità) ed è anzi indispensabile.


GRAVIDANZA


Ma troverai anche quei medici che ti diranno che la vit. K2 è pericolosa in gravidanza.


Invece, durante questa importantissima fase la K2 andrebbe addirittura aumentata, visto che è necessaria al feto al pari di quell’acido folico che sembra per tutti rappresentare l’unico motivo di preoccupazione.


Probabilmente è per questo che la stessa SINU mantiene la dose dell’assunzione raccomandata di vit. K (in questo caso vit. K1 da alimenti) a 140 mcg/die, sia in età adulta che in gravidanza.


Vitamina K1 che si deve anche convertire, tenendo conto delle possibili avverse condizioni di un microbiota intestinale gravidico da supportare adeguatamente con batteri specifici, argomento che alla stragrande maggioranza dei medici risulta ancora più sconosciuti della stessa vit. K2 (e non per colpa loro, visto che aggiornarli è compito del Ministero della Salute).


Anche se non esistono indicazioni ufficiali sulla supplementazione di vit. K2 MK-7 in gravidanza, in questa fase della vita si potrebbero benissimo assumere 200-400 mcg al giorno. Ma si tratta di pura teoria, perché in realtà bisogna fare i conti anche con la carenza vit. D3.


E la vit. D3 è carente in praticamente tutta la popolazione, gestanti incluse. Ne consegue che chiunque scopra un livello di vit. D sotto la norma, che non è 10 ng/mL o 20 ng/mL come probabilmente recita ancora adesso l’indice terapeutico dei livelli di riferimento che trovi nel tuo foglio delle analisi (sappi che sotto i 40 ng esistono ancora rischi di frattura), ne consegue che dopo aver letto questo articolo andrai a contattare un medico esperto (sì, ci sono anche questi e non sono così rari) che per un certo periodo di tempo ti farà assumere un alto dosaggio
GIORNALIERO (NON la quasi inutile megadose settimanale o mensile) di vit. D3 e di vit. K2 MK-7, per esempio 10.000 UI di D3 con 1.000 mcg di K2.


PRODOTTI


Come integratore di vit. K2 MK-7 mi permetto di consigliarti
questa marca che puoi acquistare soltanto online e che fornisce un ottimo rapporto qualità-prezzo.


Se invece vuoi scegliere di assumere la vit. K2 attraverso il consumo di natto, trovi questo alimento nei negozio biologici in confezioni da 250 g con il nome di “Natto Miso”, marca “La Finestra sul Cielo”.


In alternativa puoi produrlo da te seguendo
le indicazioni di questo sito.


Per evitare equivoci premetto che non vendo prodotti e che non ci guadagno nulla se tu acquisti uno di quelli appena segnalati, che ti indico solo per cercare di fornirti l’indicazione più valida possibile.


Per finire, ti suggerisco di leggere anche
questo articolo sulla vit. K2 scritto dal dott. Ivo Bianchi, molto completo ed esaudiente dal punto di vista tecnico-scientifico.

Please follow and like us:
0

Commenti

commenti

Gianfranco Longo Autore

Sono un blogger, mi occupo di educazione alimentare e motoria grazie a formazione e aggiornamento continui come Educatore Alimentare e Personal Trainer. Fra le altre fonti di apprendimento, attraverso l'istruzione libera offerta dalle università (MOOC), costantemente aggiungo conoscenze in ambito di patologia generale relative alla Psico-Neuro-Endocrinoimmunologia (PNEI), scienza dell’equilibrio dei meccanismi organici che riguardano principalmente il sistema endocrino e quello microbico.

Commenti

    Carlo Bosini

    (28 giugno 2017 - 15:27)

    Sei SEMPRE fondamentale per la nostra SALUTE !!!! Grazie mille……..

      Gianfranco Longo

      (28 giugno 2017 - 22:08)

      Più che altro lo sono quei ricercatori che da decenni lavorano per fornire queste informazioni. 😉

        Alda Eleonora

        (30 giugno 2017 - 18:19)

        Buongiorno Gianfranco, prendendo l’integratore K2 da lei indicato, quale sarebbe il giusto dosaggio?

          Gianfranco Longo

          (1 luglio 2017 - 16:34)

          Di norma 200 mcg (1 capsula) al giorno, ma in caso di livelli non ottimali di vit. D sarebbe bene assumere 100 mcg di K2 per ogni 1000 UI di vit. D3 assunta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *